e ti diranno bugie quando avranno finito le scuse, ti mostreranno orecchie da mercante quando vorranno venderti il futuro, ti faranno annusare la felicità mascherandotela per amore.
cari mercanti, il soffio è fioco, riprovate e, con più lena, butterete giù la casetta del porcellino.
settanta anni, mi guarda e mi chiede se il mio precedente dominus mi ha spiegato il significato di segreto professionale.
trentaduenne, mi guarda e mi dice che assomiglio a quell’attrice ma sono decisamente più bella.
quarantacinque e mi chiede una risposta a una semplice domanda.
apprezzo la bassezza del genere.
le alternative per la serata le ha sbagliate tutte.
aperitivo statico e solitario.
in seconda serata passano il cinema con la lopez.
scommessa persa, punto e a capo, oggi ne ho visti passare quattro di americani, due a pranzo e due a cena, quest’ultimi femminili e goliardici.
davanti al bancone due donne di quaranta lune.
la più lupa guarda l’amica e le dice che stanotte è stata con un tipo di sette anni più giovane di lei.
la confidente non perde l’animo e alza il tono della conversazione con “deve essere stato impegnativo”.
quando hanno detto che la potenza è nulla senza il controllo non pensavano ai pneumatici, discettavano sulle donne.

classifica dei modi di fare terroni che odio in azienda:
1) dire vabbuò;
2) girare la rotella del “blecberr”;
4) le hogan sotto i pantaloni eleganti.

Se trovo quello stronzo della casetta in Canadà, quell’ebete della casa del Mulino Bianco, quell’imbecille del Coccolino, la famiglia della Barilla (quella che abita sul faro), la donna cannone, la famiglia Cunningham (con tutti i suoi Happy days del cazzo), il Signor Sheffield,  i Robinson, Libero Parri e tanti altri del genere me li inculo a raffica! 

Devo manifestare in un post appositamente scritto l’odio che provo per le donne che devono mettersi in mostra ad ogni costo. L’idea mi viene suggerita dalla dirimpettaia di tavolo che si è accomodata nella seduta solo alle 10:00 ovvero ben 35 minuti dopo aver fatto la sua comparsa in sala diritto. Come ha impiegato il suo, e purtroppo anche il mio tempo in quell’abbondante mezz’ora? Ovviamente rompendo altamente i coglioni con telefonate di ogni genere. La prima al professore con il quale sta facendo la tesi che più o meno faceva così: “Buongiorno, sisi grazie io sto benissimo lei piuttosto… ma veramente simpatica come coincidenza… ovviamente… perchè no…” La seconda all’amica del cuore: “O Mi???… andovina… ho chiamato er proffe… alla grande… ciaciao” Non paga di tutto ciò deve racimolare nella sala lo sguardo dell’unico ragazzo presente e il libro più alto dello scaffale eccosì si arrampica sulla scaletta senatoriale come fosse una pertica e lei Jane, controlla che il felino maschio abbia abbondantemente fatto considerazioni sul suo di dietro e scende con la leggiadria di una libellula in cinta e con le emorroidi. Finalmente poggia il suo trofeo arduamente conquistato nel banco: Gazzoni, Manuale di diritto privato ovvero la bibbia dei civilisti, il non plus ultra della saggezza, la pietra sacrale del diritto italiano. Non ancora soddisfatta accende lo scacciosissimo portatile che il “circolo delle deficienti” le ha dato in dotazione: un Acer grigio metallizzato simil Uno Fiat primo tipo. Comincia così la pantomima sul perchè non le si accende e io, invece di informarla che quella è l’unica presa della biblioteca che non funziona taccio. In quindici minuti ha smontato e rimontato il pc manco fosse Mag Giver poi, la brillante intuizione… capisce che il problema non concerne la spina ma la presa! Apre un “non saprei precisare che tipo di documento” equipaggiato di più colori della Cappella Sistina e comincia a scrivere alla velocità raggiungibile solo da Super Vicky solo che lei sbaglia così tanto che entro la fine della settimana credo affosserà il tasto “canc”. Ora io mi e vi domando, dopo questa grande fatica sostenuta non è ora della pausa sigaretta? Si infila il cappotto tipo Batman e metà dei miei fogli cadono in terra e molto gentilmente mi sorride chiedendomi “ce la fai anche con la stampella?” e io che la guardo e annuisco strozzando tra i denti una cosa che non posso scrivere sennò “me fanno chiude baracca e burattini”. Ora sono le 12:47, per Farah Diba de noi romani si è fatta ora di andare a pranzo. Non ci posso credere, lo sta facendo in silenzio!

… quanto piuttosto questa simpatica opera d’arte ispirata al первый президент России post-sovietico с 1992 по 1999!

Maggioranza assoluta significa la metà più uno dei partecipanti con diritto di voto.

Un pò pochini per eleggere un Presidente della Repubblica.

Mannò, sia l’Italia che la Turchia l’hanno eletto così!

EVVVVVVAI.