fare l’avvocato

2016/10/26

una cosa bella questo lavoro la consente.

ti consente le farfalle nello stomaco. di sentirle sbattersi prima di un’occasione. le senti agitarsi prima che entri un cliente nuovo, che speri possa cambiarti la vita. le senti prima di una discussione importante, che speri ti porti una vittoria che possa cambiarti la vita. le senti prima di entrare in ufficio, il tuo ufficio che in ogni caso la vita te l’ha cambiata.

perchè il tuo ufficio è casa, diventa casa quando le ore che passi al suo interno sono quelle che più vivi con passione. perchè il cliente nuovo che entra è un appuntamento al buio, potrebbe riverlarsi una gran noia come tutti quelli già passati ma ogni volta ti auguri che invece si trasformi nella causa più interessante che farai. perchè la discussione che prepari, mentre una sigaretta brucia e le pagine volano, è quell’insieme di parole non tradite dall’emozione della presenza di un collega arrogante o un giudice annoiato.

poi, a corollario, ci sono altre cose meno belle e molte più brutte. c’è lo strappo della paura, di una non mai curata sensazione di inadeguatezza. c’è l’angoscia del vuoto, di volare senza paracadute. se l’aria è buona e cogli le onde puoi volare, se tira vento e non sfrutti la corrente puoi fracassarti a terra. c’è la sensazione di onnipotenza fino alla pronuncia, quella per cui ti senti un mago davanti alle streghe. c’è il secondo di pace quando arriva il bonifico, ma dura giusto un secondo.

il mio lavoro, è diventato il mio lavoro.