Time

2012/12/03

In questa notte bianca come il termosifone della mia camera partono i titoli di coda dopo che il sipario é stato calato sul mio personalissimo traguardo. sono diventata avvocato, ancora non ho giurato e conoscendomi potrei anche non farlo, voltarmi e valige in mano allontanarmi da questo deserto emotivo e sociale.

doveroso e volutissimo il primo grazie lo devo all’avvocato Paola. la persona che più di ogni altra mi ha fatto vedere come si comporta chi non ha paura quando in verità paura ce l’ha, e pure un bel po’. grazie per avermi insegnato un mestiere, grazie per avermi trasmesso la passione per la professione, grazie infinite per la pazienza e il tempo che nemmeno le madri – a volte – dedicano alle figlie. grazie per essere entrata ogni mattina a studio lasciano fuori della porta i suoi problemi sentimentali, per non aver riversato stupide ambizioni su di me ma per avermi intrecciato la coda come il cavallo di punta della scuderia.

grazie a chi mi ha fatto fumare la prima sigaretta. l’amore è continuato, dopo essere sbocciato da/in una nuvola di fumo per indigesione di tabacco, fino ad oggi. e nemmeno immutato, l’amore si è sempre più fortificato tanto che, ad oggi, la sigaretta è l’unica cosa alla quale sto dietro. grazie a Nino Manfredi. la sigaretta come la teneva lui è ancora un monito per noi giovani leve.

grazie a Marco per avermi cantato, in un pranzo rubato, tutta “time” dei pink floid. i momenti tristi prima di conoscerla erano solo tristi invece ora sono il prodromo necessario al taglio della vena. grazie Marco. un piacere del genere non ci penso nemmeno lontanamente a rendertelo.

grazie a mamma e papà, come nella migliore delle famiglie in cui ogni figlio riconoscente lustra il ricordo dei genitori. un misto tra la tradizione delle dirette televisive e la religione cattolica che mi ha dato il battesimo e preso gran parte delle mie invettive. grazie a mamma e papà che non ci sono stati quando mi servivano, quando cresco e i problemi da grandi nessuno me li potrebbe spiegare meglio di loro. grazie a mamma e papà che mi danno il pranzo della domenica, sono diventata forte e sana. grazie a mamma e papà per come me li ricordo, sarebbero stati fieri di me e io una figlia da lodare.

grazie alla bic. perchè lei non mi ha tradito mai. mai una volta che si sia inceppata quando ho falsificato una firma, non un indugio in una pagina di verbalizzazione, mai e poi mai un rifiuto sui banchi di scuola tantomeno quando feci il compito della maturità, sempre volenterosa quando l’incastro tra i capelli.

grazie a ginevra, cane paziente e mai ubbidiente. se non avesse mangiato tutti quei panini maionese e wustel che mi preparavo forse avrebbe vissuto qualche mese di più ma io non sarei stata una fantastica 44 perennemente strizzata in una 42.

grazie per ogni bastonata che ho preso e a chiunque me l’ha data, grazie a chi puntualmente delude l’aspettava, grazie ai calci nel culo che oggi tanto mi fanno ridere manco fossi sulla giostra, grazie ad ogni cartellino di ammonimento, grazie a chi mi ha dato ogni colpo decisivo quando ero in bilico seduta sulla tazza a cagare, grazie ma grazie di cuore. Grazie perché ve lo meritate, voi infatti siete quello che siete e io quello che voi mai sarete.

doveroso l’ultimo ringraziamento che personalmente mi faccio. grazie perché sono stata uno spettacolo, perché non ho mollato mai, perché ho tenuto fede alla promessa, perché ho fatto mille rinunce e finalmente mi sono trovata. e non perché ho passato un esame banalissimo rispetto a tutta una vita. grazie perché in dieci anni sono cambiata, ho smussato i miei mille pregi e seppure tutto quello che ho avuto intorno avrebbe rovinato chiunque io, di fondo e in fondo, sono rimasta la stessa. Grazie perché sono stata un lanciarazzi nella discarica di provincia, perché non me ne sono andata ma ho puntato i piedi, perché sono arrivata seppure appena partita, perché mi ero promessa di finire qualsiasi cosa buona avessi cominciato e non ho lasciato niente e nessuno a metà strada.

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