Dotcom

2012/11/07

Quando vedi una una figura di donna con i capelli biondi, preferibilmente corti, che indossa un cappotto nero, lungo e abbondante non avere dubbi, stai guardando una donna dell’est. É bella la sensazione di non avere dubbi, nel mio immaginario -poco collettivo ma se volete, e se vi piace, potete pure farlo vostro- somiglia parecchio alla prima volta in cui ti lavi il viso in una giornata. A me succede, per esempio, di lavare il viso fino a bagnare i primi capelli della fronte. Il movimento speculare e circolare delle mie mani fa si che le dita arrivino sempre a toccare le orecchie. Quasi ogni mattina mi volessi sincerare che il piercing al trago é ancora al suo posto. Una lavata abbondante che finisce sempre in un asciugamano ruvido. Non mi piacciono quelle spugne moderne che sono tanto soffici per quanto incapaci ad asciugare l’acqua. Mi piace il lino, mi piacciono le spugne vecchie. Quelle che non si gettano mai. Quelle di nonna, di mia madre che ha lavato mille volte a novanta gradi in un fottio di varechina. Mai l’ammorbidente, non che creda di poter perorare la causa ecologista non usandone, semplicemente l’ammorbidente inficerebbe il risultato delle mie operazioni di nettatura. No, l’ammorbidente farebbe di me una donna pipiante. Pipiànte come scriverebbe mia sorella, decantando qualcosa sul dittongo aperto o minchiate analoghe.
Quando vedi un cartellone pubblicitario che per sponsorizzare una chiavetta USB di Hello Kitty utilizza una giovane femmina che mostra visibili segni di calore e palese bisogno di soddisfare le sue esigenze con un maschio di razza adulta sarebbe il caso che ti ponessi questo interrogativo: “se la regalassi alla mia fidanzata potrebbe accadergli la stessa cosa?”. Se hai dubbi sulla tua fidanzata e sai già che la metamorfosi sarebbe pressoché immediata astieniti dall’acquisto e dirotta la tua esigenza di depauperare i tuoi averi su un completino intimo di Intimissimi. Guardandoglielo indosso potrai sempre immaginarti Irina, se le regalassi la chiavetta USB oltre a trovarti una fidanzata ammiccante -giammai vs di te ma vs gli altri – potresti anche immaginarti di scopare con un pupazzo, e non sarebbe bello.
Quando vedi due persone che stanno in silenzio e una delle due – solo una delle due – fissa l’altra, stai assistendo ad uno spettacolo del circo. La silente e sguardopersonelvuotomasetiguardassitimandereiacagare é la tigre che deve saltare dentro al cerchio infuocato, la foca che deve tenere in equilibrio la pallina sul naso, lo struzzo che deve correre la gincana tra le clavette. La silente e tiguardosoloperchésochenonmiguardialtrimenticolcazzochelofarei é il domatore con la frusta in mano, il bambino spettatore che é incastrato tra la paura della belva e la curiosità del numero, il giocoliere che aspetta di poter lanciare le palline in aria. Quando vedi due persone che stanno in silenzio e una delle due – solo una delle due – fissa l’altra, é probabile che che ci sia qualche cose che non va. Un’incomprensione di modesta entità, un litigio simil temporale tropicale, una gigantesca e colossale dittatura dei sentimenti. So già che mia sorella in questo punto preciso penserà che ho un problema di logistica delle virgole. L’ho fatto apposta, 🙂
Quando vedi una borsa incustodita domandati il motivo. Chiediti se un complotto internazionale sta preparando la trappola del secolo per incastrarti, tu che non hai mai dato uno schiaffo ad un compagno di scuola, nemmeno per schiacciargli la mosca che aveva addosso. Chiediti se quella che senti fosse fame (mica quella atavica, stiamo cazzeggiando suvvia), (vabé manco quella pretestuosa di un duplo), (cazzo smettete di inibirmi che non riesco a qualificare la fame), fame vera (alé), quella borsa la ruberesti? Chiediti, immaginando che quella borsa fosse tua, se gli altri ti grazierebbero, se la ritroveresti, se qualcuno la prenderebbe in carico, se saresti solo e semplicemente così dannatamente sfacciato da avere la fortuna di ritrovarla inviolata. Quando vedi una borsa incustodita voltale le spalle, se nessuno l’ha voluta di sicuro non stava aspettando te, é semplicemente vuota coglione!

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Una Risposta to “Dotcom”

  1. “Ho 42 anni, due figli, vivo da solo, mia moglie mi ha lasciato per un architetto, l’ho aspettata tanto, adesso che mi rivuole non la voglio; guadagno poco, non ho fatto carriera; e non mi fa più male, tutto questo. Nell’ingresso di casa c’è un trolley rosso. Io non ho un trolley rosso. Neanche i miei figli ce l’hanno”. Le borse piene esistono e talvolta ti aspettano a casa, quando meno te l’aspetti. Quel trolley, ad esempio, era pienissimo: tutta roba di qualità. Ricorda sempre che non tutti i solventi puzzano. E’ che per togliere uno smalto da un euro e cinquanta di wjcon ti tocca spenderne tre.

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