alle spalle, spostato sulla sinistra e non è detto…

2012/09/24

bisogna avere coraggio, pure quello di dire che abitiamo un paese pieno di merda. un paese da vergogna, dove la miseria dell’anima addita la miseria di chi lo compone. siamo saccenti, pronti a denigrare i sorrisi dei bambini sulle cartoline unicef che a natale diventano patetici biglietti di auguri. siamo boriosi, capaci di trasformarci nella peggiore delle volpi guardando con malo occhio il progresso cinese. siamo abituati bene, così bene che di lavorare non siamo più capaci.

bisogna avere coraggio, pure quello di dire che abitiamo un paese dove per le persone sono piene di merda. persone di cui vergognarsi al punto tale che se ci venisse in mente di ucciderle, e le uccidessimo, nemmeno faremmo peccato. oggi, per caso e senza il benchè minimo moto di voglia/impegno, leggevo un manuale di diritto costituzionale. l’interesse mi viene nel momento in cui leggo “la riforma del 1993 ha abolito l’autorizzazione a procedere”. faccio due calcoli, mescolo nel cervello dc e tangentopoli. la riga sotto mi da la tranvata in pieno moto di rivoluzione quando mi fa leggere “a seguito della riforma il pubblico ministero è libero di intraprendere l’azione nei confronti del parlamentare ma, ogni attività di indagine dovrà essere deliberata dalla camera di appartenenza”. stacco la spina. hanno vinto.

bisogna avere il coraggio, pure quello di dire che se non impariamo a nuotare tutta la merda che ci circonda ci pervaderà. credo nei diritti inalienabili, quello di ciascuno di noi a trovare un posto in questo mondo, quello di esprimersi con forme artistiche e velleità professionali, quello di trovare qualsiasi cosa si stia cercando (persino sconfinato dolore). credo che i miei diritti siano inalienabili come quelli di ciascun altro, che nessuno possa essere pregiudicato da una persona più furba di lui (a meno che sia molto più ricca, scherzo), che la merda e la vergogna siano inversamente proporzionali.

bisogna avere il coraggio, pure quello di dichiarare i propri pensieri. allora faccio il mio personalissimo botto emotivo e vi dico che: sono diventata grande e ancora mi domando “ma io da grande che farò nella vita?”, ho amato gli uomini ma non ho sputato sulle donne, ho trovato pace nella trincea dei ricordi, sogno di andare via da questa città ma anche di scoperchiarla per vedere sotto sotto che cazzo ci sta, tutte le mattine che arrivo in tribunale penso che marshall non ci doveva fare solo la costituzione ma anche eliminare i nonni di quelli che mi camminano vicino, quando arriva l’autunno e rimango seduta sulla mia scrivania a studiare cose che all’università detestavo per un cliente che tra un mese salterà in aria pestato dalla crisi e dall’incoscienza mi sento romantica.

domani andrà peggio, questa è una delle mie poche certezze. ma anche domani troverò un modo, mentre la merda proverà ad affogarmi, per gettare il mio guanto al mondo. “avevo previsto tutto”. e soprattutto, io non saprò nuotare ma voi sapete solo galleggiare.

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