Treno/Romanza

2012/07/06

Alle prove generali c’erano tutti, compagnia recitante e pubblico pagante. Si sentiva parlare da tempo per i budelli della città dello spettacolo che quell’eterogenea compagnia di attori, improvvisatisi tali, stava preparando. Le voci popolari davano per certo che si sarebbe trattato di un dramma aperto, una perfetta intersezione tra Giacometti e Goldoni. Alla compagnia recitante era toccato far tutto, trovare un luogo dove picchettare le tende, allestire il palco, cucire il sipario, scegliere i costumi. Alla compagnia recitante era toccato anche scegliere cose più difficili: soggetti, trama e vocabolario. Si erano affilati tra loro, prove lunghe e sconsolate lunghe sessioni interminabili dalle quali spesso si ritiravano esausti e senza il benché minimo conforto. Ma erano testardi, più le scelte fatte li portavano a temere di avere sbagliato e più si davano da fare per scongiurare quell’ipotesi. La compagnia recitante, all’inizio (e come in molti degli inizi) era vasta. Diverse persone, alcune unite tra loro, altre che nemmeno si conoscevano per nome. Madri e padri, figli, zie, nonni e fratelli. Ma gli inizi sono fatti per finire. Il tempo passava, la compagnia si preparava e per i budelli della città si stava spargendo un’unica voce “la compagnia sta facendo sul serio” a nulla rilevando che quel “serio” lo facesse bene oppure male. Su e giù per il palco, su e giù del sipario, su e giù l’umore di quelli che rimanevano a recitare per perenne memoria dell’impegno preso. Ogni giorno un partecipe della compagnia recitante abbandonava, tradiva, dipartiva, mollava. Rimasero veramente in pochi, gli essenziali e più il cerchio si stringeva e maggiormente comprendevano che per mettere in scena lo spettacolo al quale avevano pensato avrebbero dovuto faticare un bel po’ per carenza di organico e per stanchezza accumulata. Andavano avanti, ora tirava uno ora tirava l’altro, la prima si avvicinava e volevano farla in punta di ali quella volata. Andavano avanti, senza testa, senza musica, senza dolore, senza sentire. Rimasero in due, solo in due da tanti che erano. Uno scriveva le scene e l’altro recitava, uno cucinava e l’altro lavava i piatti, uno si feriva e l’altro disinfettava. Tutti quelli che all’inizio avevano fatto parte della compagnia recitante intanto presero posto trai i palchi, palchetti e platea. E per l’antica convenzione che era intercorsa potettero diventare pubblico senza pagare perchè agli albori era stato deciso che i membri della compagnia sarebbero stati tenuti indenni. Mancava poco alla prima e le prove generali erano solo il giorno seguente. Partì una scintilla, forse per mano di qualcuno del pubblico pagante, forse per mano di qualcuno del pubblico indenne, forse per mano divina. La scintilla diventò fiamma per dimostrarsi ben presto fuoco. La compagnia recitante, ormai ridotta a due soli attori, pensò che quella stupida scintilla non potesse distruggere tutto il teatro sia perchè era una sola scintilla e sia perchè lo spettacolo sarebbe cominciato prima che il fuoco sarebbe divampato. Fatto sta che il fuoco si dimostrò ben presto incendio. Il pubblico pagante e il pubblico indenne pensarono che quello fosse lo spettacolo che gli ultimi attori della compagnia recitante avessero deciso di mettere in scena. Era così reale che non si distingueva più la farsa dal dolore, non si distingueva più chi si feriva e chi disinfettava, chi rimaneva e chi scappava. Non pagò il coraggio di chi rimase a recitare, non condannò la vigliaccheria del pubblico pagante e del pubblico indenne che scappò, non liberò l’intenzione di nessuno. Così bruciò il sipario, morì la compagnia recitante, il pubblico pagante ed indenne fece ritorno alla propria casa e per i budelli della città tutti cominciarono a chiedersi se avrebbe fatto ritorno una nuova carovana.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: