starring

2011/10/13

il prezzo dell’antipatia è la solitudine, così come la solitudine è la conseguenza della sincerità. mi convinco che le occhiaie sono (e non siano) un’opportunità, che avere un caos dentro non significa necessariamente avere delle stelle danzanti nello stomaco. mi convinco perchè le alternative (sia altrui che mie) sono deboli, per eccesso di zelo avverso le scelte inequivocabilmente giuste (il bianco e il nero non ha salvato solo molti stilisti), per amor di patria se io sono (fossi) uno stato. mi accusano (vanno in guerra con il taglierino), o meglio (molto meglio) provano ad accusarmi, di difetti che non conosco. rimprovero, a chi vuole colpirmi (con un taglierino), inneggiando il colpo sui reali talloni d’achille del mio esasperante carattere, della mia vita, del mio esasperato corpo. è sciocco colpirmi sulla sincerità, in quanto a solidità se la gioca con il mio granitico culo. è insensato sperare di colpirmi rimproverandomi lassismo e incentivandomi ad una emancipazione che ha già fallito prima di me. è sciocco colpirmi alle gambe, chiunque mi vede capisce che non è sopra a quelle che mi ripiegherò.
mi sono riempita la bocca per anni e per diverse litigate con la parola libertà senza mai provare a darla fino in fondo, a nessuno dei litiganti, nemmeno ai ricordi, men che meno alle aspettative.
ma alla meta si arriva, se si arriva e si vuole arrivare, nudi. come quando siamo nati, come quando ci rivestono del vestito migliore per lasciarci alla migliore delle vite.
non vedo la meta ma, batto comunque la strada. a volte di corsa, a volte con i piedi trascinati avanti alla scia di loro stessi, a volte con la testa persa dentro i diversivi, a volte con il cuore caduto fino all’ombelico, a volte in volata.
non vedo, perchè gli unici occhi con cui mi è dato guardare sono i miei. sento il peso di tutta la baracca perchè le uniche gambe che battono sono le mie.
la musica, come l’aria, è cambiata.
di colpo la corrente gelata ha spezzato la calura.
in un piccolissimo tempo, talmente tanto piccolo da aver reso il cambiamento ancor più percepibile, da averlo fatto notare sotto la maglietta, nelle vene che stillano gocce di sangue come spilli.
a volte basta poco, figurarsi il niente.
tra la cinta dei pantaloni e il reggiseno le donne hanno la pancia. c’è chi ci cova figli (e ci trova soluzioni), chi ci allena gli addominali (e ci massacra le paranoie) e chi ci si fa nascere idee.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: