2011/09/14

modo e maniera.
ho cominciato dalle ore del giorno, me ne servivano di più così ho smesso di dormire.
ho proseguito con il lavoro, mi servivano più soldi per arrivare a fine mese, così ne ho due.
ho finito con la vita, dovevo averne una come la volevo, ora lei non mi vuole più.
stralcio.
non si può portare tutto, a qualcosa si deve pur rinunciare. seppure non appartengo alla corrente di pensiero per cui dire di no gratifica le scelte di senso positivo sono sufficientemente razionale da ammettere che è impossibile abbracciare tutto.
pensieri parole opere e omissioni.
lunghissimi calci a rallentatore. ho visto il piede staccarsi da terra, prendere la rincorsa e colpirmi con precisione chirurgica tra la fessura delle labbra. potevo, sempre, evitare il calcio e il piede. continuo ad accogliere quest’ultimo, continuo ad aspettare il primo.
sabato, domenica e lunedì.
rilevo una difficoltà nell’estendere l’uso dell’italiano.
un latente senso di felicità fa presto ad essere offuscato da una colata di infelicità.
perchè tanto, alla fin della fiera, alle persone importa solo di essere felici. alle persone.
tutte regole.
quando declinare verbi al futuro è in perfetta rima con raccontare la storia al passato le vie di fuga che rimangono sono, al massimo, quelle del pavimento.
post it.
una volta saggiata la difficoltà tra scegliere ed essere scelti le cene sono tutte a base di pane e merda.