la vita dei santi

2010/12/28

dicembre come un colpo.
arriva per ultimo e porta i doni, una specie di ospite che si accetta perchè non lo si può rimandare indietro ed escludere dal convivio.
gennaio sembra lontano, ricordi confusi a quelli del gennaio prima, ai primi di febbraio del corrente anno.
una frenata maldestra fa schizzare dalla bauliera al posto passeggero (o lato guidatore che dir si voglia) la tristezza trastullata in dodici mesi.
dicembre sei inverno, pieno.
e io ti voglio così freddo che mi copro con una giacca di cotone che è consona solo a quelle mattine di agosto in cui le braccia, viste le opportune sedi, non possono rimanere scoperte.
parole lente e calde, la condensa fa loro da scia, come un pensiero ritardatario che tenta di salire sull’ultima carrozza, altro non fosse che per viaggiare in un tiepido riparo.
sua maestà “anno nuovo” spero somigli al doge, serenissimo nella mia repubblica, autoritario con i suoi leoni.
non ho monete per la fontana, non ho desideri che vorrei veder avverare sulla mia inerzia, non ho mani da traino.
ma una cosa da chiedere, infondo, la ho anche io.
vorrei volere.
voler essere, voler fare, voler andare.
volere, per amore, solo volere.

Annunci