la pagina che non volevi

2010/07/19

mi autocelebro clemente stante la possibilità di vergogna che ti lascio. fin troppo onore e troppa grazia quella che ti concedo. da quando ho imparato ad amare ho conosciuto il vero significato della libertà e quanto prediligo l’alternativa del respiro alla sorte delle catene. sono stata tradita da chi diceva di amarmi. l’ho accettato e mai ho tentato di inverdire il sentimento della rabbia o rinvangare quello del rancore. mi sono scoperta terribilmente femmina nell’amicizia, per quanto i motivi fossero quelli di plurime e annose litigate ti paleso che sono stati i modi ad infastidirmi, anzi a schifarmi. hai materiale su cui riflettere, ammesso che tu comprenda il senso di queste poche parole. confidando nel mio timore che tu possa o voglia fraintenderle chiarisco ulteriormente quanto più posso. chi rompe paga e i cocci sono suoi. se è ipotizzabile che gli errori si perdonano e alle male situazioni si rimedia è parimenti vero che alla cattiveria non si può prescrivere altra medicina se non una dose massiccia di perfidia. mi hai tolto la fiducia del nostro rapporto, mi hai strappato la sicurezza più grande che ho mai avuto, hai gettato in pasto alle formiche l’immensa mole di lavoro che ci aveva piegato in tantissimi anni. sono costretta, mio malgrado, a ricambiarti. sai cosa ti tolgo, conosci la tua punizione e credimi, non è quanto dovrei infliggerti. avessi un preventivo di probabilità che potessi ritornare a questa vita avresti le foto di me appesa per una corda ad un albero. avessi l’impunità per i reati dalla stessa corda penzoleresti tu. ci vedo netti e distinti, astanti delle rispettive vite, non più secanti e complici, meno forti, persi. diventa uomo e prenditi la responsabilità di quello che hai fatto, della sofferenza che provi e che proverai, della solitudine che hai scelto. non ho piaceri da chiederti, nemmeno quello di voltarti quando ci incontriamo. mi basta pensare a quello che hai scelto per noi e come lo hai fatto per essermi completamente indifferente. logica vuole che se una pianta vive di sola acqua occorre non fargliene mancare per mantenerla verde. intendi buona questa realtà perché ciò è quanto.

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