tesi, sintesi e antitesi

2009/10/29

Le notti perugine dell’inverno scorso le ho passate tutte con Giorgia, la bambina che abitava al piano di sotto e piangeva ininterrottamente per ore. Bionda, pallida e occhi celesti. Probabilmente da grande farà impazzire qualcuno. La mattina spesso la incrociavo nel pianerottolo insieme alla madre che reiterava continuamente le sue scuse ai pianti notturni della figlia. Avesse tirato piatti al soffitto, ballato la pizzica o ascoltato i Metallica non mi sarebbe cambiato niente. Tanto non dormivo. Poi Giorgia, la madre e il fratello hanno cambiato casa. Poi anche io ho cambiato casa. Ora abito davanti ad un asilo. Stamattina mentre andavo verso la macchina ho sentito un pianto. L’avrei riconosciuto anche senza i brividi che mi correvano nella schiena. Era Giorgia e non è guarita.

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