ore 20:30

2009/05/29

“Scusami Claudia, lo so che sei a cena e i tuoi si arrabbiano se ti alzi da tavola ma, devo parlare con qualcuno o la testa mi scoppia. Le sensazioni si confondono e i piaceri si invertono con i dolori. Nello stomaco, lapperlà le budella, sono tutte strade ad un unico senso che non è facile percorrere. Le dighe si rompono e riversano le loro corde di acqua su terreni coltivati. Non sempre l’alimentazione è un bene e non tutti la vogliono. Vedo materializzarsi nomi e parlare occhi. Il Padreterno non ha inventato le ciglia per proteggere gli occhi dalla polvere. Sono messe li per comunicare al pari della bocca. Nei visi espressivi almeno. Ho sentito il moto della paura e del silenzio che schizza in ogni parte della stanza. Ho vissuto una notte in cui credevo di aver perduto la macchina e nella quale ho limato i polpastrelli intorno a cento bicchieri. Domani sarà di nuovo sabato, il solito sabato mattina che precede il pomeriggio e confluisce nella sera che anticiperà la domenica. Della domenica non te ne parlo e tutto il resto dei giorni avranno l’odore della risma. Mi sembra che da quella sera in cui ci siamo tolte le scarpe per sporcarci i piedi siano passati anni e anni.”

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