Considerazioni becere

2009/02/11

Pensieri rabbiosi di chi in silenzio si alza dalla panca e aspetta fuori coloro che vogliono ascoltare. Pensiero rabbioso contro chi accusa gli altri dello stesso e proprio comportamento. Pensiero rabbioso verso chi ha il raziocinio altrui per pensare e parole non proprie per interloquire. Pensiero rabbioso per un sistema nel quale, all’interno di uno stesso schieramento politico è inibito ai propri membri non solo dissentire ma anche porsi obiezioni di coscienza. Pensiero rabbioso di chi la mattina si sveglia all’alba per studiare le discipline giuridiche di un paese dove “il pallone è il mio e io voglio giocare”.

Pensiero rabbioso verso un vecchio che dalla sua finestra dice stronzate e uno più stronzo, dall’altra parte della città che gli dimostra come ce l’ha più lungo. Al Papa si può scusare, in fondo non fa stato ma fede. Al Presidente della Repubblica non si può, lui fa stato e della sua fede si dovrebbe dimenticare.

Ogni principio portato all’estremo esaspera. E la democrazia non fa eccezione. Siamo tutte api che cessano di vivere non appena pungono la scheda elettorale. Ebbene sì, il nostro pungiglione è il voto. Non appena mettiamo quella stramaledetta crocetta cessa ogni possibilità di vedersi democraticamente rappresentati. Cessiamo di vivere come cittadini.

Confusione di ruoli. La stessa Corte di Cassazione che nella sentenza specifica come non si vuole sostituire al legislatore.

Il cittadino medio pensa “non deve morire” e alla notizia del decesso, recandosi al bar, ammette come sia felice che abbia smesso di soffrire. L’altro cittadino medio pensa “deve morire” e alla notizia del decesso, recandosi al bar, esterna il suo rammarico per l’applicazione del protocollo.

Pensieri rabbiosi di chi, ha studiato checks and balances credendoli propri, di chi crede che il Presidente della Repubblica svolga un ruolo istituzionale, di chi svolgendo una vita normale crede al valore incommensurabile delle vite altrui. Non si può essere così ottusi da vietare ad altri quello che non si vuole per se stessi. Non si può essere così ottusi da non capire che il Parlamento, così come viene percepito dai suoi stessi membri e dal Governo, è una macchina che non funziona più. O meglio funziona, per confezionare una cornice che conterrà una tela altrui o per scrivere la critica d’arte ad un quadro non proprio. Decreto legge e decreto legislativo.

Tranquillo legislatore (o chi per te), a quanto pare hai (avete) altre tremila cartucce da sparare!

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3 Risposte to “Considerazioni becere”

  1. Ulpiano said

    “In questi tempi l’unico modo di mostrarsi uomo di spirito è di essere seri. La serietà come solo umorismo accettabile.”
    “In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco.”
    “Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.”
    Un genio chiamato Ennio Flaiano, 40 e oltre anni fa.

  2. raser said

    sarà, ma io esprimo il mio piacere nel fatto che alla fine sia risultato più lungo il pisello giusto

  3. modestino said

    sei maschio, il tuo piacere è dato dalla lunghezza. sono femmina, il mio piacere è dato dalla qualità. sei uomo, la soddisfazione la trai dalla tua vincita. sono donna, la soddisfazione la traggo dalla sconfitta altrui.

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