La briglia

2008/11/24

“<<E’ gente che campa tranquilla e beata come se il mondo avesse il dovere di mantenerli.>> (…) Uno dei cassetti del comò è mezzo aperto e vado a chiuderlo. Nell’angolo in fondo del cassetto vedo la briglia che Holits aveva in mano quando è arrivato. Devono essersela scordata nella fretta. Ma forse no. Magari lui l’ha lasciata lì apposta. <<La briglia>>, dico. La tengo in alto accanto alla finestra e la guardo bene alla luce. Niente di particolare, è solo una vecchia briglia di cuoio scuro. Non è che me ne intenda tanto di briglie, io. Ma so che una parte si mette in bocca. Quella parte si chiama morso. E’ fatta d’acciaio. Le redini passano sopra la testa fino al punto in cui il cavaliere le tiene tra le dita, vicino al collo del cavallo. Il cavaliere tira le redini di qua o di là e il cavallo gira. E’ semplice. Il morso è freddo e pesante. Se si è costretti a portare un affare del genere in mezzo ai denti, mi sa che s’impara subito il principio. Quando lo si sente tirare, si capisce che è arrivato il momento. Si capisce che bisogna andare da qualche parte.”

R. Carver, Cattedrale, 1983

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2 Risposte to “La briglia”

  1. Ulpiano said

    “Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste.” (Raymond Carver)
    Che descrizione straordinariamente perfetta della condizione umana. Applausi per Raymond.
    Grazie Carol.

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