Ulpiano ora mi deve veramente una cena al Mac!

2008/10/08

“C’è cenere ovunque ma, di macerie non vedo nemmeno l’ombra” disse Sant’ Anna gloriosa ancora donna. Purtroppo la sua frase, sebbene non di circostanza rimase sospesa li dove immaginava che molto tempo prima si erigessero palazzi forti. Visto che di gloria abbisognava per potersi aggettivare l’aureola, continuò a camminare in quel mulino grigio che, sarebbe diventato palpabile alla prima pioggia. Avanzò fino ad una grande fossa che, in comune con quelle normali aveva solo il diametro sproporzionato e null’altro. Curiosa e sempre in cerca di gloria si mise in ginocchio, non per pregare bensì per affacciarsi all’oblò che sembrava aver tagliato la nuvola inconsistente. E allora vide gli alberi ma, non dalla parte delle radici (sul punto si veda Lajolo) piuttosto delle fronde. Con più attenzione e grazie ad uno smodato “allungo” di collo vide anche il serpente, la mela, Adamo ed Eva, Tizio, Caio, Sempronio e un sacco di altra gente dai nomi biblici. Non solo questo potè scorgere ma tante altre cose come: le pecore, la vigna e delle ceste con dei pani e dei pesci ma, queste decisamente più in lontananza. Quando rialzò il capo, che già un poco le girava, la pioggia tanto necessaria, cadeva copiosamente ovvero, ogni goccia era la copia di un’altra. Allora disse: “Gloria nell’alto dei cieli ma non c’è pace quassù” e si accese un diavolo in lei. Nel frattempo pioveva che Dio la mandava di Santa Ragione ( che nel calendario si festeggia il 3 febbraio, non a caso data del mio annuale compleanno) e Sant’ Anna vedeva dissiparsi i suoi vestiti sotto quelle gocce di acido. Rimase nuda. Arrivarono il Seicento, la Controriforma, Lutero e i Cherubini che le misero un bizzarro velo color ocra addosso.  Dalla grande fossa intanto emersero (nell’ordine): i cinesi (perchè erano e sono tanti), i palazzi, Erode, i Re Magi bianchi (quello nero era rimasto con Eva e da allora divenne “Porca Eva”), Antonello Venditti a braccetto con Jimi Hendrix, la mia vicina che mi parcheggia davanti alla porta del garage e Hitler. La spaventata Sant’Anna disse a denti stretti “ommadonna sono all’inferno”. Hitler, che l’aveva sentita, le disse che ancora non aveva visto niente. Jimi le diede una pacca (scherzosa!) alla chiappa destra. Adesso che ci penso dalla fossa salì anche Karl Lagerfeld (o Ray Charles bianco che dir si voglia) e il ponte sullo stretto di Messina (per chi non se ne fosse accorto questo è un racconto di fantasia). Per fortuna nulla dura in eterno e i figuri in questione diventarono statue di sterco e plastica ovvero, i mali del nostro secolo. La poveretta si fece largo tra la puzza e la CO2 e riprese il suo cammino. Solo dopo un paio di anni decise di fermarsi e sostare, l’aveva raggiunta la sete. Il buon Dio allora si mostrò a Sant’Anna e le diede dell’acqua santa benedetta da papa Benedetto (quanti ossimori…). L’assetata trovò l’acqua ferrosa e di cattivo gusto. Si girò verso il buon Dio e le disse: “Chiamatemi un Monsignore” e Lui: “Certo ma, per che cosa?”…..  Occhi da birbante: “Qualcuno dovrà pur ufficializzare questa mia solenne incazzatura”. Eggià, la poverina aveva trovato veramente l’acqua di cattivo gusto. Il buon Dio però ormai era adirato “Senti Sant’anna, cammini da due anni, sarai anche piena di gloria ma, puzzi di cicoria!” e scomparve. Era veramente sola ora, lontana dalle statue di sterco, dalla grande fossa e Dio l’aveva abbandonata. Ma veramente non abbandona mai nessuno e allora, per consolarla, le mostrò l’Italia. Quella dell’omicidio Moro e di Mussolini a testaingiù, quella delle file interminabili dei vecchi per prendere la pensione e dei ricercatori che da Natale faranno la fame, quella dei polacchi che raccolgono i pomodori d’estate e quella dei piloti Alitalia, quella dei supermega dirigenti dei miei coglioni e delle commesse a 800 euro al mese, quella in cui è nato Berlusconi e cresciuto Travaglio, quella dalla quale scriveva Pirandello e dalla quale ora scrive Melissa P. 

E Sant’Anna gloriosa riposò in pace.

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4 Risposte to “Ulpiano ora mi deve veramente una cena al Mac!”

  1. Ulpiano said

    L’intelligenza di un uomo è anche nel riuscire a riconoscere quando è il caso di Resistere (o di Insistere) e quando invece è il caso di Desistere, e accettare la realtà. Io non insisto, nè resisto, ma bensì accetto di buon grado la mia sorte. (fossero tutti come me……..)
    Se Mac deve essere, che Mac sia!!!

  2. modestino said

    e se JOYCE è stato che il caso ci porti ancora a bere insieme… soprattutto quando paghi tu!!!!!

  3. Rugio said

    scusate, ma in tutto questo mi state dicendo che stasera non si scrocca la pizza a casa della modestina? no perché è meglio la pizza della modestina che la robaccia del mac…

  4. modestino said

    ma tu dimme… pensi sempre a magnà!

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