Non c’è contatto di mucosa con mucosa 
eppur mi infetto di te, 
che arrivi e porti desideri e capogiri 
in versi appassionati e indirizzati a me; 

e porgi in dono la tua essenza misteriosa, 
che fu un brillio fugace qualche notte fa; 
e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri 
che alle pareti vanno a dire “ti vorrei qua”. 

Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me, 
che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me…e questo è il tuo svago. 
Per quel che mi riguarda sei un continente obliato. 
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.

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 Ed è quello che ritorni alla tua vita. Eggià perchè “c’èchic’ha” una vita normale e poi ci sono io. E senti la tranvata che ti spacca li dov’è buono per fare il capocollo! Senti il sibilo percettibilissimo del corpo contundente fatto di precariato che ti lede quel pezzo di corpo che va dall’orecchio sinistro alla spalla destra… ecco bravi, provate con me la traiettoria dolente. Allora riprendi il tutto da dove lo avevi lasciato e ti ricordi di come i passi assumono quella determinata andatura nella tua vita. Riesci a sentire i profumi non distinguendoli più da quelli differenti che fino al giorno prima avevi respirato. Ti sembra anche normale sapere perfettamente dove girare la prua delle scarpe per andare in qualche posto che vagamente ricordi. Che palle, voglio anche io lottare contro il sistema, inveire contro la Carfagna, dare fuoco ai cassonetti, bestemmiare davanti alla telecamera, occupare il ministero del Lavoro, incatenarmi davanti al Teatro dell’ Opera, ascoltare musica “giusta”, avere sempre la soluzione esatta che il mondo dei potenti non capisce, allearmi con Beppe Grillo, andare in TV da Santoro, scoprire dove si nasconde il Santo Gral e poi rinasconderlo (i’m bastard inside), esternare che non si riesce più a fare la spesa con i buoni pasto, dire che è un mondo di raccomandati e rotteinculo. Ma. Ma non lo farò perchè non mi va!

La sai l’ultima?

2008/09/22

Un cartello: “Vendesi compagnia aerea, prezzo di favore. Chiamare ore pasti e cercare di Augusto”

I passanti: “Cocco, magna tranquillo!”

A voi alternativi possessori del portachiavi etnico e autisti di una Mini Cooper S. A voi che volete andare allo stadio con la famiglia ma da giovani eravate ultrà. A voi innamorati dell’Africa e la vacanza la fate a Sharm. A voi figli di papà che tutto quello che guadagnerete avrà sopra il nome di un avo. A voi che non siete mai rimasti senza un euro sul portafoglio ma, i detersivi li comprate Made in Turkey e il pollo lo pagate 2,99 Euro al chilo. A voi atei che almeno una volta vi siete raccomandati a Dio. A voi che comprate l’A3 e siete perugini. A voi che fate la gara a chi è più meridionale e poi vi incazzate se vi sentite chiamare “terroni”. A voi che vi lamentate senza aver mai provato nulla di simile. A voi che inveite contro gli extracomunitari e avete la donna delle pulizie moldava. A voi che parcheggiate sui posti gialli e la domenica andate in chiesa. A voi che siete di destra e votate Berlusconi. A voi maledicetenti di mamma e papà ma ancora ci abitate insieme. A voi che avete il Rolex ma siete di sinistra. A voi di sinistra che credete che la cultura abbia uno schieramento politico. A voi evirati cantori con il catenone al collo. A voi vespisti che come prima moto vi comprate la Ninja. A voi che giudicate. A voi uomini che fate gli splendidi nei marciapiedi ma a casa vi aspetta il sergente. A voi che lottate contro il sistema perchè i vostri genitori erano sessantottini.

Io mi domando e dico come cazzo ha fatto Bossi a pensare quella minchiata “meglio tre che uno” e a giustificarla con “c’è meno probabilità che un maestro poco idoneo stia troppo tempo a contatto con i bambini”??? Sarà stato informato che l’omosessualità non è una malattia contagiosa? E del fatto che gli insegnanti italiani sono tutti penosamente ignoranti????

Vogliamo parlare dell’abbassamento del prezzo del petrolio?

Ma il Signor Presidente della Repubblica lo hanno avvertito che c’è stato lo sbarco in Normandia, lo sgancio della bomba atomica in Giappone, l’uccisione di Mussolini, la Perestroika e  Pulp Fiction?

Ottaviano Del Turco vuole ricusare il giudice presso il quale è istruita la causa che lo vede come imputato: “Già mi ha condannato una volta”. Ecco, mi domando, per uno che fa le cose come si deve potremmo lasciargliele fare?

“E io che mi credevo…” disse un giorno la Madonna. Proprio lei, tutta fasciata nel manto zaffiro, stretto come le convinzioni più tenaci. Si credeva altro, sperava in quella che poi sarebbe diventata la fede di tanti. E invece anche lei ha trovato la sua croce ed ha capito, con lungimiranza che a volte occorre abbracciarla. Da vera pioniera l’abbracciò per timore: che le cadesse addosso. Altra storia quella della trasformazione del timore in realtà. C’è chi ne ha fatto un motto goliardico del tipo “a volte ritornano” e chi semplicemente una frase culto: “ce la faranno i nostri eroi.. tattaratta tattara…” Sempre saga è, in fin dei conti. Altra coincidenza che storia si diviene solo da morti e nemmeno troppo bene. Chissà se hanno ragione i più che affermano che la Bibbia è il più grande best-seller della storia. Pur ammettendo che ci sia lo storico del venduto dubito fortemente che coincida con quello del letto. Indubbiamente il cristianesimo è passato per fasi di costruzione complessa. Da s.n.c. a s.p.a., da s.p.a. a società diffusa fra il pubblico. Fino alla fine del Medio Evo, quando si decise, di comune accordo tra i vertici e la squadra, di lanciare una o.p.a., apparentemente gratuita (come influenza il lavoro!!). Ebbene la società ancora esiste, ormai ha la forma giudica della holding con varie controllate ma, il fine è sempre lo stesso e per giunta raggiunto. Non divaghiamo però.

“E io che mi chiedevo…” disse un giorno San Giuseppe mentre un bue e un asinello gli alitavano sul Frutto. Spettatore silente e paziente di un ciclo produttivo non suo, nemmeno si rivolse ai sindacati: vuoi perchè non c’erano (evvai di deregulation!), vuoi perchè se ci fossero stati avrebbero avuto ben altre faccende da sfaccendare ( si veda il capitolo riguardo a Termini Imerese o quello sul commissariamento Alitalia). Dalla maga Circe però le cose si erano evolute. In quel tempo, o meglio, nella notte dei tempi la trasformazione non era più da uomini a maiali ma da uomini in pecore. Fatto sta che fuori dalla capanna, non che mi ricordi con precisione per cui passatemi questo mio andar di logica, c’erano più bestie che persone. Il dato non è sensibile ma, sensibilmente confondibile dato che con l’allontanarsi progressivo dalle notti del tempo (ops! notte dei tempi…) gli uomini e le bestie hanno finito per uguagliarsi, con buona pace del buon Darwin (come sono buonista oggi!) Povero San Giuseppe, anche nella mia ricostruzione dell’ignoto ha avuto un ruolo minore ( non è che ha fatto poi molto nella realtà!). A lui comunque si deve l’istituzione dell’oscar come “miglior attore non protagonista” e il premio “peggior bicchiere gelato d’acqua fresca”.

“E io che mi pensavo…” disse Gesù, mentre tutti urlavano a Pilato “Barabba, Barabba” Primo caso nella storia di conto senza l’oste e “cornuto e bastonato” Con Lui il popolo s’accanì veramente tanto; non solo lo volle morto ma anche martoriato. Quando si dice la mala sorte non si considera che l’erba del vicino non è mai la gramigna e che le leggi di Murphy già scorrevano potenti al tempo di Cesare. Da allora Gesù condannò il popolo ad essere borghesia: classe perennemente emergente ma, effettivamente mai emersa. Come a dire “chi di spada ferisce di borghesia morisce” (bisogna dire alla Rai di cambiare l’interprete, me la ricordavo diversa). Comunque, l’ultimo pensiero di Gesù fu sicuramente per gli Apostoli. “Chi trova un amico trova un tesoro, chi trova Pietro e Giuda è spacciato”.

“E io che mi vedevo…” disse Pietro. In verità in verità (da ora in verità x 2) disse anche tante altre cose. Parlò molto più lui di Mata Hari e Nostra Adamus messi insieme. Il buon Pietro già se la vedeva la sua pensione di dirigente al servizio del padrone. Purtroppo Gesù gli affidò il compito di tradirlo prima che il gallo cantasse tre volte e lui, pur di incassare i soldi dell’MBO adempì all’infame compito. E le scritture si compirono. “Io sono Pietro e su questa pietra edifico la mia Chiesa”: l’ufficio marketing Unilever era già attivo. Col cavolo che a Giacomo o a Tommaso gliel’hanno fatto fare…

“E io che faccio…” disse Dio alla fine della fiera. E si, proprio di fiera si trattò. Vi erano i pani e i pesci, le opere di apparizione e i fuochi nelle mani, l’asinello e le palme. Mancava solo mio padre che per due soldi un angioletto comprò. Non si può nemmeno dire che non se ne trovassero. Evidentemente all’epoca Dio riteneva che le Poste non erano sicure per le notizie riservate, la C.I.A. era già troppo Americana e i piccioni viaggiatori scacacciavano imponderabilmente. Non rimanevano che gli Angeli. In quel tempo la Galilea era veramente il teatro del mondo. (Devo riconoscere che quelli dell’Unilever lavorarono veramente alla grande scegliendo il più grande inquisito della storia con il nome dell’omonima cittadella. Manco a farlo apposta?) Dalla morte del figliolo Dio comunque non s’è più ripreso. Il dolore d’invertire la legge naturale che i padri non dovrebbero mai sopravvivere ai figli, gettò l’Entità nello sconforto più totale. Si accordò una cassa integrativa che tutt’ora continua (oh mio Dio, Dio è comunista) e lasciò il mondo nelle mani degli uomini-pecore.