Il paradiso degli orchi

2008/08/01

“Ricevo il colpo in pieno fianco. Non faccio in tempo a riprendere fiato che un altro attacco, frontale questa volta, mi manda al tappeto. Non mi resta che raggomitolarmi, raccogliermi al massimo, lasciar piovere, aspettare che finisca pur sapendo che non finirà. E infatti non finisce. Mi viene addosso da ogni parte contemporaneamente. Mi sorge in mente l’immagine dei marinai americani la cui nave è stata affondata in qualche angolo del Pacifico, verso la fine della guerra. Gli uomini in mare si erano ammassati, per fare blocco, e galleggiavano sostenendosi l’un l’altro, come un’immensa pozzanghera umana. Gli squali li avevano attaccati cominciando dai bordi, sgranocchiandoli come una galletta, fino al centro. E’ esattamente quello che Stojil mi sta facendo. Ha respinto le mie forze attorno al mio re e mi sta attaccando da ogni lato. Quando comincia a giocare contemporaneamente in diagonale e in perpendicolare vuol dire che è in gran serata.”

Daniel Pennac

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