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2008/05/16

assise processo

la pentita e il sospetto della violenza carnale

aperto e subito rinviato il processo contro Massimino Leopoldo 39 anni un sottufficiale dell’ Arma dei carabinieri accusato di aver violentato Palazzo Carmela 34 anni detta ” Cerasella ” una collaboratrice di giustizia che con le sue rivelazioni ha fatto sgominare un intero clan della camorra

————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: La pentita e il sospetto della violenza carnale LA STORIA – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – PERUGIA . Lei e’ una pentita della camorra che lo accusa di violenza carnale, lui e’ un sottufficiale dell’ Arma in forza all’ alto commissariato antimafia e giura che e’ tutto falso. Avrebbero dovuto trovarsi di fronte ieri davanti ai giudici del tribunale di Perugia ma l’ udienza e’ stata rinviata al 10 ottobre. Allora Leopoldo Massimino, 39 anni, palermitano, vestira’ i panni dell’ imputato mentre Carmela Palazzo, 34 anni, napoletana nota col soprannome di “Cerasella”, indossera’ quelli della testimone e della parte lesa. Il processo e’ cominciato nel marzo scorso. Sono stati ascoltati vari testimoni ma per sentire la pentita in aula dovranno passare ancora mesi. I fatti. Una mattina del settembre ‘ 92 “Cerasella” chiama al telefono il comandante dei carabinieri del gruppo incaricato di proteggerla e, in lacrime, racconta di essere stata violentata la sera prima da Massimino. Scattano le indagini, la Palazzo spiega che quel giorno, intorno alle 16.30, era arrivato in casa sua Leopoldo Massimino per portarle il denaro assegnato ai collaboratori della giustizia. L’ uomo, che lei conosce come addetto alla sua protezione, le chiede qualcosa da bere. Poi, improvvisamente, le si siede vicino cominciando a fare avances, costringendola a sottostare alle sue voglie. “Lo supplicai di non farlo . racconta la pentita agli investigatori . spiegandogli che avevo fatto il voto di non avere piu’ rapporti con gli uomini, ma fu inutile…”. Una storia, se vera, davvero squallida. Ma il punto e’ proprio questo: e’ credibile “Cerasella”? Per i giudici napoletani lo e’ stata. Questa donna, madre di quattro figli che dal giorno in cui decise di dissociarsi non ha piu’ rivisto, con le sue rivelazioni ha fatto sgominare un intero clan camorristico, quello dei Mariano. Comincio’ a parlare nel luglio ‘ 91 dopo che uno dei suoi fratelli, Vincenzo, era stato arrestato con 200 grammi di cocaina e due kalashnikov e un altro, Francesco, era stato assassinato dal marito, dal quale era separata. In base alle sue accuse il gip Laura Triassi emise 62 ordini di custodia cautelare in carcere. Al processo, nell’ ottobre del ‘ 93, gli imputati sono stati tutti condannati a pene superiori ai 15 anni. Tutto vero, dunque? Ad ascoltare la testimonianza della vicina dell’ appartamento in cui viveva a Perugia, sorgono dubbi: “Quella stessa sera . ha detto ai giudici la donna alla quale la Palazzo, che era nota come Serena Palmieri, presento’ intorno alle 16 il sottufficiale . andammo insieme a mangiare una pizza con la mia bambina e mi sembro’ del tutto normale. Era allegra. No, non notai ecchimosi sul suo viso…” I medici legali, Laura Pagliacci Reattelli ed Eugenia Carnevale che hanno svolto le perizie su alcuni indumenti forniti dalla presunta vittima, hanno concluso che gli accertamenti sui reperti biologici sono compatibili con il Dna del sottufficiale. Ma allora chi ha ragione? “Anche se ci fosse stato un rapporto . dice l’ avvocato Massimo Zaganelli che insieme a Mario Fettucciari difende il Massimino . le testimonianze evidenziano che l’ ipotesi della violenza e’ alquanto remota. Non credo che una donna, per quanto forte, possa andare tranquillamente in pizzeria dopo essere stata vittima di uno stupro”. Una storia intricata e piena di punti interrogativi, dunque. Ma bisognera’ aspettare ancora mesi prima che i giudici possano pronunciare una sentenza definitiva.

Miliani Donatella

Pagina 13
(11 giugno 1994) – Corriere della Sera

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