… Bada bene di un colore solo…

2008/04/21

…la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altra…
Inversione. Di due frasi. Della logica che vuole prima fare e poi dire mischiata alla viltà che prima lo tace e poi lo ammette. Dodici rose. Le spine le sento sotto il livello del mare ovvero nei talloni che fanno da appoggio all’ambaradam, nell’alluce che è il primo dell’ultimo pezzo di corpo, nella pianta che non è verde e non si espande in verticale. Due libri. Calvino lo odio, il bastardo sa scrivere. L’altra è l’alterego di Moccia in qualche tipo di paese anglosassone. Entrambi hanno il loro senso. La carta è di riso e vaffanculo a chi muore di fame. E vaffanculo a te che non sei stato te pensando che da non te mi saresti andato bene. E vaffanculo a “conversazioni in sicilia” che ti leggevo mentre tu combattevi con il sonno. E vaffanculo a tutti quelli che abbiamo fatto entrare e nemmeno avevano bussato gli stronzi. E vaffanculo alle due settimane al mese, alla macchina diesel che consuma meno, alla lampada di Aretini da 200euro, a tutti i viaggi che non abbiamo fatto, a tutte le azioni che abbiamo emesso. Vaffanculo perché mi sono andati bene e ora non mi ci vanno più. Perché le pagine si girano ma, solo una volta che le righe sono state lette tutte. Perché il m’ama non m’ama è come la roulette e io sono come il m’ama non m’ama.

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