Chi le idee e chi i budget, no?

2008/04/03

La parola chiave è condivisione. Ragioniamo intorno al concetto di condivisione senza pregiudizi dovuti alla retorica. L’uomo tende alla condivisione. Dal sesso, al cibo, al fuoco, ai sentimenti, alle idee, a youtube. Dico davvero, condivisione e non unione. E’ la stessa differenza che passa tra pazienza e comprensione, la prima sterile e la seconda attiva anche nell’omissione di comportamenti. Se la parola chiave non fosse condivisione non mi spiegherei la seconda metà del secondo millennio, internet, il cellulare, la Coop, Marilyn Monroe con i fratelli Kennedy, la Massoneria, la Mafia, Papa Giovanni Paolo II, l’impollinazione dei fiori, i super tele per le partite a calcio, le prove gratuite dei concessionari.

Il primo che mi dice che è il principio sotteso al comunismo SE NON ARGOMENTA A DOVERE mi sgualcisce l’idea!

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6 Risposte to “Chi le idee e chi i budget, no?”

  1. Eveline said

    Sembra facile…………….
    ma se metti prima unione e poi condivisione, oppure comprensione prima di pazionza?
    Cambiando l’ordine dei fattori il risultao è sempre lo stesso!

  2. carol said

    si ma sono le speranze ad essere diverse

  3. monk said

    la compassione, l’unum sentire, è la vera speranza … condividere implica il concetto di “divisione”, di spezzettamento dell’unico in parti non bastevoli … la compassione produce la moltiplicazione in un tutto più grande del suo progenitore. Questo è il comunismo e il cattolicesimo che, come due estermi di un cerchio che si chiude, si inseguono da anni sperando di evolvere in una sfera.

  4. carol said

    mi sa tanto di cattocomunismo!!!
    e catto credo sia il terminale di mentecatto!!

  5. monk said

    non il terminale, quello è di scarico e con un sound very aggressive

  6. modestino said

    il very aggressive è tenere su i giri e non cambiare marcia non è osare a giri bassi la quinta, il vey aggressive è svegliarsi soli e credere di aver ricevuto una fetta di carne da un gatto e raccontandolo al proprio padre sentirsi rispondere: “La prossima volta che devi mettere la benzina chiama il micio”, il very aggressive è tenere un colloquio nell’ansia dell’ultima volta e sapere che dipende da se stessi, il very aggressive sono coloro che sporcano i sogni credendo che un bastone sia più utile fra le ruote che non nel filo dei reni, il very aggressive è laurearsi a fine mese e dover scrivere ancora l’ultimo capitolo sapendo che la traduzione pensiero/.doc è ardua, il very aggressive è difendere il passato quando tutti lo attaccano, sostenere che l’agro pontino è stata una svolta e i campi di concentramento una quisquilia, il vero aggressive è lasciare aperti i commenti!

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