Passa una buona serata, un bacio.

2008/03/14

Vede vincoli dove io vedo sangue. Parla di accettare e io di volare. Parla di lui e a me non me ne frega un cazzo. Guarda il nano e vede un figlio, guardo il nano e vedo lei. Vedo lei quando eravamo piccole, quando già sapeva cose che io avrei scoperto più avanti, quando non piangeva ma apriva le labbra sui denti piccolissimi. Vedo lei che canta “ci vorrebbe un amico” nella doccia della domenica, vedo il riflesso di lei in questo tempo che non c’è più, sento il dolore nel quale è brava: la lacerazione. Ma, lei vede vincoli e io li ho infranti tutti. Vedo lei e sconto la pena dell’errore amar(e)/(o). Sento lei che cammina e non so cose dirle mentre i piedi si avvicinano, non le parlo tanto lei non è qui. Soffro, della sofferenza che mi concede, enorme. Soffro ma non mi piego, in fondo sono io quella che ha ragione, quella che ha le idee giuste, le regole ferree, le seghe mentali grandi come quelle del povero Geppetto e San Giuseppe messi insieme. E che Geppetto non me ne voglia. So quello che ho dentro, porto i ricordi di porte rotte, “puttana” urlati in cima alla scalinata dei miei otto anni, di telefonate che credevo buone. Ma, oggi, più che ricordi mi sembrano errori, i miei ma continuo ad aver ragione. Perché si da agli scemi, ai sondaggi, alle idee buone e ai politici. La voglio e non la ragione.
Oggi cambio punto di vista.
Oggi cambio esasperazione.
Oggi giro pagina.
Oggi la lascio rimanere dove non mi vuole, dove mi invita solo perché la mia sofferenza non la reggo più e gli occhi lucidi lo sono di lacrime. Oggi non è mia, via il vincolo e il sangue. Via le mie prese di posizione, via i pensieri, via lei. Oggi è grande, più di me e capace di fare quello che vuole, quello che è, quello che può. Oggi non sono più io che rompo i coglioni, non sono l’aspettare una telefonata che non mi fa mai e se la fa è perché “l’ha detto mamma”, non sono il tornare a casa e sapere che non torna ma forse mi fa la sorpresa. Oggi sono ancora lacrime, perché la trazione non fa solo male tenerla ma, anche toglierla. Oggi le restituisco le chiavi di casa dei miei pensieri, oggi le restituisco il tempo che la penso, oggi le restituisco la libertà di non pensarla.
Oggi non perdo niente, oggi regalo.
E che domani sia ancora oggi.

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