Post(o)

2008/03/10

Ho capito che un post è un’ abbreviazione di posto nel quale scrivere e raccontare. Per molto tempo il blog mi è servito per comunicare con chi non volevo sentire. Per poche volte è stato una pietra sulla quale sbattere la testa. Mai e ancora mai è stato un luogo dal quale trarre le risposte alle domande che mi pongo. Forse assolve alle funzioni di “punto fisso”, di “carretto che non compro ne vendo”. Il post è la virtù di un momento, la forma di comunicazione del mio cervello con gli occhi. Lo scanner di quello che non riesco più a dire ne mentire. I post degli altri sono dei pensieri che rubo, delle vicende delle quali mi devo accontentare. Dei racconti senza dettagli ne spiegazioni. Perchè immagino che di qui passi chi non sento e vuole lo stesso sapere in che acque navigo e in che isole mi areno. Perchè io passo per le vie di chi non sento e di chi non si arena mai. Il post mi da’ modo di scrivere, di battere le dita in maniera diversa da come mi era stato insegnato nelle ore di dattilografia. Nel post niente tastiera cieca. Il post viene bene se le dita che usi per scrivere sono al massimo cinque. Il post serve per interrogarsi, per chiedersi se “non rispondermi subito ma pensaci” significa dimmi di si. Il post serve per lanciare la mano e nascondersi. Ma da cosa che tanto chi lo pubblica è palese? Ho fatto come Vasco, ho guardato dentro un’emozione e ho capito che al cuore si deve parlare. Raramente assecondare. Ho capito che nel post la paura si vede e si legge, immagino anche molto. Nel post puoi essere democratico (lasci aperti i commenti), oligarchico (ti riservi la facoltà di cancellare i commenti) o tiranno (chiudi e non permetti un cazzo di niente). Ho capito che sono un tiranno quando ho smesso di avere paura di quello che gli altri dicevano ma, allo stesso tempo non avevo più voglia di sentire. Delle volte ho perfino usato la linea diretta, niente commenti ma dritta alla mail personale. Una scelta che non paga, non paga per nulla. Che nel post puoi anche scrivere un’ immensa dose di cazzate ma poi ti penti. Che nel post puoi anche scrivere “meta” ma ti penti comunque perchè sprechi un’occasione. Nel post più scrivi e più ti rendi conto di quanto gli altri hanno deciso per te nella tua vita, di quanto un “no” pesa e cazzo se pesa, di come una carezza e un bacio troppe volte lanciati non siano mai arrivati. Il post è un luogo che ti aspetta perchè tanto sa che torni o arrivi. Il post è sempre scritto per qualcuno, anche quando si scrive per se stessi si è qualificati. Il post non conosce confusioni, isole, sguardi indiscreti. Il blog ha sempre un suo motivo dietro, il post ne ha cento e nessuno tutti insieme.

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2 Risposte to “Post(o)”

  1. Ric said

    Percorso inverso.

  2. carol said

    i topi non avevano nipoti?

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