Chi prende tangenti in Italia si ricandida ma, in Cina muore

2008/02/21

In fondo alla via di casa vi abita un signore che avrà non meno di settat’anni, è magro, piccolo e con i capelli brizzolati. Io credo sia in pensione e che nella vita abbia fatto un lavoro di fatica, probabilmente il camionista. Per me il camionista è un lavoro di fatica. Credo che coltivasse un sogno, quello di comprarsi “il” cane ovvero un pastore tedesco. Mi ricordo che, già prima del mio incidente, io passeggiavo con Ginevra e lui stava sempre sull’orto di casa ad addestrare questo suo cane. Ginevra invece non è mai stata addestrata, non ha mai capito cosa significasse “riportami” “prendi” e cose del genere. Circa un anno fa ha avuto un ictus ed è rimasta paralizzata per un mese, nel quale io sola ho creduto che sarebbe tornata a camminare. Ora cammina ma, gli scatti, quelli da boxer irruento appartengono ai fasti del passato. Ebbene, per tornare al signore con il pastore tedesco, mi ricordo di non averlo mai visto dare una sculacciata al cane ne strillargli addosso. L’ho visto sempre paziente di pazienza, cosa che non sono mai stata io con Ginevra. L’ho visto fargli fare le stesse cose anche per venti volte tutte di fila ma, mai perdere la pazienza. Questa mattina io e Ginevra siamo uscite a fare una passeggiata. Da quando si è invecchiata non pensa più ad allontanarsi e non c’è bisogno che io la richiami in alcun modo per questo mi esimo dal portare via collare e guinzaglio quando usciamo. Cammino sul marciapiede e lei dietro, scendo dal marciapiede per evitare lampioni e cassonetti e lei dietro senza variare di un solo centimetro il percorso ideale da me compiuto qualche momento prima. Arrivate all’altezza dell’abitazione del signore e del cane ho notato che il cancello era aperto e, i due erano come sempre insieme ma, non a fare addestramento, semplicemente innaffiavano l’orto. Noi siamo passate una volta e un’altra ancora, Ginevra non si è accorta nemmeno del pastore tedesco. Lui invece la guardava ansioso di ricevere il permesso, che non è arrivato, a saltare la ringhiera. Anzi, nonostante la ringhiera fosse lunga una cinquantina dei miei passi, esso si è arrestato a non più di cinque metri dal padrone e ci guardava mentre ci allontanavamo. Probabilmente sapeva che se avesse infranto quella distanza immaginaria avrebbe deluso il padrone, avrebbe preso una sculacciata. Più semplicemte sapeva che il gioco non valeva la candela. Sempre nel mentre che tornavamo da dove eravamo partite siamo incappate in una fila di bambini molto disordinata capitanata da un’isterica maestra. I boxer ispirano bonarietà ai bambini e Ginevra non fa eccezione anzi, essa stessa è gioco. Non appena il primo dei nani si è accorto del cane ha cominciato a urlare ed eccitarsi facendoci notare ad ogni bambino. La fila disordinata in meno di un minuto era diventata inesistente. La maestra isterica ha urlato fortissimo due o tre nomi e poi, per farmi notare che ero in fallo ha detto a voce alta che i cani grandi si portano al giunzaglio. Come potevo spiegarle che il mio grande cane per decidere di fare cinquanta metri e poi compierli effettivamente, ci mette il doppio di me che non corro?

Allora, è scattato il paragone. Il cane non si muove e i bambini si. Il cane avrà un anno, al massimo un anno e mezzo ma non disubbedisce e i bambini della scuola materna si. Ma il cane di un anno ha in proporzione più di quattro anni che presumibilmente avevano quei bambini. Ma il cane incarna perfettamente la teoria utopica che vuole il deterrente della pena talmente tanto scoraggiante da influenzare una condotta delinquente. Cioè il gioco non vale la candela ovvero, non ti ruberò mai una caramella perchè altrimenti vedrò la mia mano attaccata in Corso Vannucci ma, staccata dal mio polso. Il cane sa’ perfettamente che se oltrepassa quei cinque metri verrà punito, il bambino si può permettere di rompere la fila perchè al massimo incorrerà in una sgridata.

Il cane e il bambino sono due esempi di due differenti stati.

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2 Risposte to “Chi prende tangenti in Italia si ricandida ma, in Cina muore”

  1. Ulpiano said

    Semplicemente perfetto, direi.
    Mi permetto di aggiungere, se il cane per qualche assurdo motivo oltrepassa effettivamente quei 5 metri poi viene abbattuto, in quanto è ovviamente un essere pericoloso.
    Se quei 5 metri li oltrepassa l’uomo……..
    (sia chiaro, sto semplicemente parlando di cane-uomo, non di metafore su Stati e pena di morte)

  2. modestino said

    sia chiaro non è chiaro!

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