… decisamente meno quelle a cui rispondo. La scusa era banale. Perfino io mi sono accorta che era una scusa figuriamoci chi la stava sparando dall’altra parte del ricevitore. Eppure a me è sembrato un invito, niente guanti bianchi e guide rosse. Piuttosto di soppiatto, come altro non poteva essere. E allora appena riattaccato mi sono detta che se aveva chiamato era qualcosa di grave. Dopo una mezza dozzina d’ore credo solo di essergli amica.

Sono cattolica, anche abbastanza. Allora perchè a me la Santissima Trinità non suggerisce chi votare che scarseggio di idee??

… questa è per non guardare San Remo!

… comprare un armadio senza essere protestati, ce la puoi fare?”

In fondo alla via di casa vi abita un signore che avrà non meno di settat’anni, è magro, piccolo e con i capelli brizzolati. Io credo sia in pensione e che nella vita abbia fatto un lavoro di fatica, probabilmente il camionista. Per me il camionista è un lavoro di fatica. Credo che coltivasse un sogno, quello di comprarsi “il” cane ovvero un pastore tedesco. Mi ricordo che, già prima del mio incidente, io passeggiavo con Ginevra e lui stava sempre sull’orto di casa ad addestrare questo suo cane. Ginevra invece non è mai stata addestrata, non ha mai capito cosa significasse “riportami” “prendi” e cose del genere. Circa un anno fa ha avuto un ictus ed è rimasta paralizzata per un mese, nel quale io sola ho creduto che sarebbe tornata a camminare. Ora cammina ma, gli scatti, quelli da boxer irruento appartengono ai fasti del passato. Ebbene, per tornare al signore con il pastore tedesco, mi ricordo di non averlo mai visto dare una sculacciata al cane ne strillargli addosso. L’ho visto sempre paziente di pazienza, cosa che non sono mai stata io con Ginevra. L’ho visto fargli fare le stesse cose anche per venti volte tutte di fila ma, mai perdere la pazienza. Questa mattina io e Ginevra siamo uscite a fare una passeggiata. Da quando si è invecchiata non pensa più ad allontanarsi e non c’è bisogno che io la richiami in alcun modo per questo mi esimo dal portare via collare e guinzaglio quando usciamo. Cammino sul marciapiede e lei dietro, scendo dal marciapiede per evitare lampioni e cassonetti e lei dietro senza variare di un solo centimetro il percorso ideale da me compiuto qualche momento prima. Arrivate all’altezza dell’abitazione del signore e del cane ho notato che il cancello era aperto e, i due erano come sempre insieme ma, non a fare addestramento, semplicemente innaffiavano l’orto. Noi siamo passate una volta e un’altra ancora, Ginevra non si è accorta nemmeno del pastore tedesco. Lui invece la guardava ansioso di ricevere il permesso, che non è arrivato, a saltare la ringhiera. Anzi, nonostante la ringhiera fosse lunga una cinquantina dei miei passi, esso si è arrestato a non più di cinque metri dal padrone e ci guardava mentre ci allontanavamo. Probabilmente sapeva che se avesse infranto quella distanza immaginaria avrebbe deluso il padrone, avrebbe preso una sculacciata. Più semplicemte sapeva che il gioco non valeva la candela. Sempre nel mentre che tornavamo da dove eravamo partite siamo incappate in una fila di bambini molto disordinata capitanata da un’isterica maestra. I boxer ispirano bonarietà ai bambini e Ginevra non fa eccezione anzi, essa stessa è gioco. Non appena il primo dei nani si è accorto del cane ha cominciato a urlare ed eccitarsi facendoci notare ad ogni bambino. La fila disordinata in meno di un minuto era diventata inesistente. La maestra isterica ha urlato fortissimo due o tre nomi e poi, per farmi notare che ero in fallo ha detto a voce alta che i cani grandi si portano al giunzaglio. Come potevo spiegarle che il mio grande cane per decidere di fare cinquanta metri e poi compierli effettivamente, ci mette il doppio di me che non corro?

Allora, è scattato il paragone. Il cane non si muove e i bambini si. Il cane avrà un anno, al massimo un anno e mezzo ma non disubbedisce e i bambini della scuola materna si. Ma il cane di un anno ha in proporzione più di quattro anni che presumibilmente avevano quei bambini. Ma il cane incarna perfettamente la teoria utopica che vuole il deterrente della pena talmente tanto scoraggiante da influenzare una condotta delinquente. Cioè il gioco non vale la candela ovvero, non ti ruberò mai una caramella perchè altrimenti vedrò la mia mano attaccata in Corso Vannucci ma, staccata dal mio polso. Il cane sa’ perfettamente che se oltrepassa quei cinque metri verrà punito, il bambino si può permettere di rompere la fila perchè al massimo incorrerà in una sgridata.

Il cane e il bambino sono due esempi di due differenti stati.

Lui: “Che fa’ sabato sera?”

Lei: “Occupata, devo suicidarmi”

Lui: “Allora venerdì sera?”

W.A. in “Provaci ancora Sam”

IO NON CI RIESCO

2008/02/18

NON MI VIENE PROPRIO DI BATTERE LE DITA E SCRIVERE UN POST SULLA POLITICA ITALIANA!

Io l’ho fatto

2008/02/18

Domenica sera, la sera più a cazzo della settimana… Prendo quella busta della spesa piena di bottoni che avevo comprato a peso circa tre anni fa… Tre chili = cinque euro… Comincio con il fare tre mucchietti, poi cinque, poi di tutta la tavola 180×70 un formicaio, la sera più a cazzo della settimana nel frattempo svanisce. Sono salva, sono le una. Ora non mi resta che fare delle corone con ago e filo ma… io sono io.

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Riprendo la busta nella quale ormai c’è il niente e rimetto i bottoni a manciate piene nel caos dal quale li avevo tirati fuori.

Libertà è…

2008/02/14

… scegliere la persona a cui dire grazie senza groppi in gola!

… Ferrara scassa i coglioni con la moratoria sull’aborto che è un reato morale e non si preoccupa di far scrivere sul “Foglio” uno che un reato vero-serio-reale l’ha compiuto veramente?