Vado di TRE

2007/12/12

Alla fine l’ho aspettato un giorno in più ma è venuto, si è accomodato nella seduta fermo e pacato. Ha guardato chi per un giorno al mese fa’ le domande al posto mio e poi ha rivolto il suo sgardo su di me implorandomi di finirlo… e io l’ho fatto. Apposta la firma già mi attendeva fuori e mi costringeva a non gioire di un piccolo frutto ben maturo ma poco dolce, mi ricordava che la gioia la dovevo trarre da altro e non dalle briciole racimolate come le ore di studio che gl’ho dedicato. Lui non è mai contento, proprio come me, proprio come chi è presuntuoso di se stesso e pieno di idee costruite e cullate in solitudine. Ma ieri, ieri ho fissato un concetto: le lacrime più amare sono quelle che si piangono per le proprie carenze, per i propri fallimenti, per le aspettative che non vedono la luce riservatagli, per quelle parole che suonano velenose perchè centrano il cuore e lasciano sangue “tuttintorno”.

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Una Risposta to “Vado di TRE”

  1. Ulpiano said

    Esiste un solo rimedio per tutto ciò, ed ha un nome: Velvet.
    Anzi, forse ne esiste un altro: Joyce.
    Guarda che culo, puoi pure scegliere……e poi non sei fortunata…………….

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