Paolo: “Cosa ne pensi dell’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni?”

2007/11/08

“Onorevoli Colleghi! – I dati agghiaccianti contenuti nella relazione governativa sullo stato della pubblica amministrazione trasmessa al Parlamento in data 4 novembre 1996 confermano pienamente e forse, purtroppo, superano le più pessimistiche valutazioni sull’entità del fenomeno dell’assenteismo nel settore pubblico. Come definire altrimenti il numero davvero incredibile di 55.000.000 di giorni di assenze sul lavoro toccato nel 1994 e del milione e mezzo di giorni lavorativi che, nell’anno successivo, i dipendenti pubblici hanno “saltato” grazie a permessi sindacali? Il conto economico di tutto ciò è presto fatto, perché si può agevolmente calcolare che, con simili tassi di assenteismo, i dipendenti pubblici italiani hanno accumulato la bellezza (si fa per dire) di circa 17 giorni di vacanza, corrispondenti a tre ore settimanali: una “settimana breve” acquisita surrettiziamente a carico dell’erario! Nel momento in cui il Paese è impegnato in un tentativo disperato di raddrizzare i conti pubblici per riuscire a porsi in regola con le severe prescrizioni previste dagli Accordi di Maastricht, tollerare ulteriormente una simile situazione sarebbe del tutto irresponsabile.
Coperture partitiche e sindacali, coniugate ad una “cultura” che è l’esatta antitesi della moderna concezione della pubblica amministrazione, quale modello di efficienza e di produttività, hanno consentito e minacciano di consentire ancora a lungo la prosecuzione di questi comportamenti.
L’insufficienza di adeguati controlli è sicuramente una delle cause scatenanti dell’assenteismo generalizzato, con punte record (2.000.0000 di giorni di assenza) nel settore dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale e in quello dei burocrati ministeriali (4.500.000 di giornate di assenza) ma ciò che deve ulteriormente allarmare è la difficoltà, che la stessa relazione governativa è costretta ad ammettere, nell’ottenere dalla generalità delle pubbliche amministrazioni i dati richiesti sul fenomeno dell’assenteismo.
Un capitolo a parte, non meno rappresentativo del lassismo imperante in questo settore cruciale, è quello relativo all’entità, paragonabile a un vero e proprio esercito, dei dipendenti pubblici che usufruiscono di permessi sindacali: sono esattamente 76.738! Il cumulo dei giorni lavorativi da essi utilizzati per aspettativa o distacco sindacale nel solo 1995 arriva quasi a circa 900.000 giorni lavorativi di cui 237.196 nei Ministeri, 161.000 nelle regioni e 102.000 nella sanità.
E’ veramente difficile immaginare una situazione simile presso le pubbliche amministrazioni dei nostri partner europei, dai quali come tutti ben sappiamo, la pubblica amministrazione italiana – caratterizzata da inefficienza, improduttività, burocratismo ottuso ed esasperato e assenteismo dilagante – è considerata lo specchio di una Repubblica fondata non già, come recita la Costituzione, sul lavoro, ma sul ministeriale “dolcefarniente”.
Questa situazione, che crediamo di non aver dipinto con tinte esagerate, si ripercuote purtroppo sulla generalità dell’utenza in termini di sportelli chiusi, ritardi, code esasperanti e, conseguentemente, costi salati specie sulle attività produttive che, direttamente o indirettamente, sono costrette a rivolgersi, loro malgrado, alla pubblica amministrazione italiana.”

Testo introduttivo alla proposta di legge
presentata l’8 novembre 1996
su iniziativa dei deputati
Borghezio, Alborghetti, Ballaman, Balocchi ecc…

 

Modestino la pensa come Borghezio, Alborghetti, Ballaman, Balocchi ecc…

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4 Risposte to “Paolo: “Cosa ne pensi dell’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni?””

  1. Ulpiano said

    Va beh,ma dal 1996 a oggi le cose saranno sicuramente cambiate…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

  2. odla said

    Onore a Borghezio!!!!!!!….se fossi la Pubblica Amministrazione farei un’accordo con le aziende private per far lavorare per qualche mese i dipendenti pubblici nelle aziende in modo da far capire loro come si lavora…la maggior parte di loro credo che diventerebbero pazzi ma allo stesso tempo diventerebbero consci di come loro “non lavorano”….e poi è arrivata l’ora di fare delle leggi che consentano di cacciare ad nutum gli assenteisti e i fannulloni…BASTA!!…invece di tanti partitucci è ora che nasca il partito L’ITALIA CHE LAVORA…raccolgo adesioni

  3. modestino said

    @ Ulpiano: quanti cazzo de puntini hai messo… come dicono i blogghisti buli: “me impalli il layout”

    @ odla: comincio seriamente a credere che tu sia l’antipolitica, che alle prossime elezioni potrei ritrovarmi un coniuge arruolato tra le file della lega, che dodici ore giornaliere ti stiano provando non poco!

  4. odla said

    Ma se mi candido mi voti? e tu Ulpiano?

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