Da miami a Tokyo via Ibiza
dai Caraibi fino in Alaska
protagonisti noi fiori della notte
andiamo in orbita fino all’alba
dimmi da che mondo vieni
dimmi che mondo oh oh
mero virtuale sei
a volte mi confondo dimmi dimmi
dimmi un’anima ce l’hai
kyoko mon amour
tu fai parte gia’ di noi
kyoko canta
kyoko balla

gli occhi guardo e so che mi vedi
tu mi prendi ma
lo so che giochi
comunicare puoi in ogni lingua
nel telecosmo tu
sei gia’ una stella
che tipo di evasione sei
dimmi che tipo oh oh
suoni e sogni tu mi dai
ma che sta succedendo dimmi kyoko
forse un’anima ce l’hai
kyoko mon amour
tu fai parte gia’ di noi
kyoko canta
kyoko balla
dimmi un’anima ce l’hai
kyoko mon amour
tu fai parte ormai di noi
kyoko parla
la mia lingua
kyoko mon amour

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… ma il giro, oggi, da qualsiasi parte lo guardo mi sembra bello.

Il giro di basso di Shine on your crazy diamond, il giro di vite nei conti pubblici, il giro in moto ovunque.

Trovate il vostro giro, il mio è bello anche solo nel ricordo!

He walks away,

The sun goes down,

He takes the day but I’m grown,

And in this grey, in this blue shade

My tears dry on their own!

 

 

 

“… Ma sono soprattutto convinto che l’esame della nuova legge, la determinazione della funzione di essa nella configurazione e nello sviluppo del sistema, non vadano affrontati con la disposizione d’animo di chi considera  l’assetto italiano di giustizia amministrativa come viziato in radice da un’ingiustizia (ingiustizia doppia, perchè l’attività della pubblica amministrazione viene sostanzialmente sottratta al controllo del giudice comune dei diritti e perchè effettuata contra ius, contro lo ius originario e “costituzionale” del 1865) e come infelice (perchè responsabile delle contorte ed enigmatiche risposte della giurisprudenza alle questioni concrete in materia di riparto di giurisdizioni) diminuzione dei poteri giurisdizionali del giudice ordinario a vantaggio del giudice amministrativo, con il pensiero più o meno espresso che l’essenziale rimanga sempre ristabilire il corretto equilibrio dei rapporti fra giudice ordinario e giudice amministrativo e restituire al cittadino nei confronti della pubblica amministrazione la protezione del suo giudice generale e naturale.”

M. Nigro, La riforma del processo amministrativo, Giuffrè, 1980, p. 42-43

… non è meglio andare in affitto???

Non capivo perchè stamattina il mio golfino viola avesse addosso tanti peli di Gina. Solitamente i miei vestiti ne hanno qualcuno sfuggito forse ad una carezza affettuosa, lasciato in una camminata nella quale ne io ne lei abbiamo calcolato bene le misure, preso a mezz’aria quando si torce per sgrullarsi dai cappottini a gilet che non vuole mai mettersi.

Poi ho ricevuto un messaggio, uno dei tanti che mi chiedono come sto, se le cose procedono bene, se ho gettato le stampelle, se insomma tutto funziona come dovrebbe. Il messaggio era del veterinario di Gina, metre lo leggevo il flash di quella sera che stavo uscendo dalla facoltà e mi incamminavo verso la moto per tornare a casa. Mamma che mi informa della crisi che non le passa, mi dice è grave e omette perfino di dirmi “vai piano” o forse lo disse ma avevo già passato il semaforo… rosso come sempre all’arco di giurisprudenza. Il golfino viola stretto sotto al giacchetto, l’xt che mi sembrava era un razzo, io che pensavo “porca troia ………..” “devo solo arrivare, deve solo vedermi”, i giorni di aprile in cui non accettavo capivo ancora quanto fosse difficile muovere le gambe dopo due settimane d’immobilità, il libro di procedura civile aperto sopra al tavolo delle radiografie, occhi che mi guardavano e dicevano “ma dove cazzo siamo?”.

E’ incredibile come ogni cosa passata in quei giorni sia tornata sotto nuove forme in meno di un anno… gli stessi occhi in nonna, le stesse gambe in me, lo stesso golfino di nuovo nella stessa università!

…Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?

lui: ma me se di che spugnetti n’to sto computer?
io: sto a scrivè sul blog!
lui: famme legge…
io: no, n’se bono
lui: mo pijio na mazzetta e vedemo si se apre ‘sto blogghe

dopo un po’

io: adesso sono su messenger che è ‘na chat
lui: ma sulla chat se fa’ sesso?
io: babbo ma che cazzo dici?
lui: beh c’avevo pensato anche perchè l’organo dove lo metti?

… tornare a casa in macchina da un posto con clima tropicale, leggere sul termometro del cruscotto 11° e trovare la stufa allegra in salotto…

… mangiare pane e salame alle 22:40, infilarsi a letto con il Mac sopra alle coperte e non lavarsi i denti…

… sentire che le cose sono migliorate senza essersi dati da fare…

Aspetto…

2007/10/19

 …sono le otto e quarantaquattro e sono seduta con il mac sulle ginocchia nella scalinata della Basilica di Santa Maria sopra Minerva. Sarà una grande giornata?
Non lo posso sapere ma, sono certa che sia stata una grande settimana, piena di ore di studio bellissime nelle quali ho letto, sognato e detto di no.
Perché studiare non è stare seduti sopra una sedia e soffrire, studiare è stare seduti sopra una sedia e vivere. Oggi sono ancora più felice della scelta che feci quattro anni fa, oggi sono ancora più grata a chi mi permette da anni e mi permetterà per tanti anni ancora di studiare.
Il vento soffia, oggi lo sento di più forse perché ho i capelli ricci che si muovono come tentacoli e si scompongono pettinati, forse perché oggi sono predisposta.
Otto e cinquanta, ancora dieci minuti e poi una corsa a trovarmi quella scrivania che mi piace tanto al primo piano, a prendere quei libri che ho lasciato in deposito, a finire qualcosa che mi ha impegnato esageratamente. Vasco nelle cuffie dell’ipod, come sono rock stamattina eh? “Se tu fossi buona con me… porterei la luna a letto con te… La fortuna quando c’è, aiuta sempre gli audaci mica me…”
Oggi niente messenger, niente cellulare, niente altro solo libri e libri ancora. Otto e cinquantasei, il tempo di pubblicare, rimettere il Mac nello zaino per riprenderlo al di la di quella porta e “spegne” ‘sta cicca.

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Nove meno un minuto… buon venerdì a tutti!