Cordoba c. Italia

2007/09/17

Ammetto di avere i miei limiti, non tollero tante cose ma è innegabile che io abbia espresso in maniera chiara l’alternanza dei fatti che hanno portato alle sentenze precedenti. Tenete duro perchè giovedì ho l’esame ergo non continuerò ancora per molto a fracassare le palle con la giurisprudenza comunitaria.

Corsivo mio… cazzi vostri!

Altra cosa che penso di aver messo in luce è l’importanza dei diritti fondamentali e il grande pregiudizio a cui un paese si espone nel caso in cui venga condannato per una violazione. E’ vero che la Corte di Strasbugo non ha poteri coercitivi e nemmeno di annullamento degli atti interni lesivi della CEDU ma, il prestigio di cui può coprirsi è tale da incutere timore reverenziale. In piena coscienza di ciò ho argomentato due delle sentenze a mia disposizione, più importanti sotto il profilo sostanziale. Il diritto d’aborto e il diritto di manifestazione del pensiero credo siano baluardi della società civile. E l’Italia per cosa poteva essere chiamata in causa se non per una cazzata compiuta da due soggetti che non hanno mai pagato per il detto e il fatto?

Il signor Cordoba all’epoca dei fatti era Procuratore della Repubblica presso la Procura di Palmi e indagava una persona che intratteneva rapporti con il Presidente della Repubblica. Piuttosto che limitarsi al consiglio di un valido avvocato, il già Senatore a vita pensò bene di inviare lettere sarcastiche e giocattoli al magistrato. Venne infruttuosamente esperito il primo grado di giudizio che si arenò sulle sogliè dell’immunità concedibile ex art. 68 Cost.

Vogliamo darci sotto di recidiva??? E andiamo di recidiva!!!

Il signor Cordova pensò bene di farsi insultare anche dall’onorevole Vittorio Sgarbi in uno dei suoi discorsi elettorali. Le parole utilizzate oltre a non essere raggurdevoli vennero definite “molto volgari” dal giudice di primo grado che condannò il parlamentare a due mesi di reclusione. Non pago della giusta pena ricorse fino alla Cassazione che cassò le sentenze di condanna grazie ad un’interpretazione (vi lascio immaginare quanto) estensiva della definizione “proprie funzioni”.

In entrambi i casi veniva inibita la possibilità all’insultato di elevare un grido di costituzionalità alla Corte di Palazzo della Consulta. Vogliamo abbondare??? E abbondiamo!!! Il ricorrente signor Cordoba si prese la briga di trascinare l’Italia fino a Strasburgo per la violazione degli artt. 6 (diritto a un equo processo), 13 (diritto a un ricorso effettivo) e 14 (divieto di discriminazione).

La Corte osservò in primis che a seguito delle deliberazioni parlamentari che favorivano l’insindacabilità parlamentare, il rifiuto degli organi giurisdizionali di sollevare conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato privava effettivamente il ricorrente della possibilità di qualsivoglia riparazione dal presunto pregiudizio. In secundis osservò come non veniva rispettato il canone della proporzionalità tra le affermazioni rilasciate, gli atti compiuti e la carica parlamentare.

Il caso Cordoba c. Italie si conclude con la condanna dello Stato Italiano al pagamento di 8.000 Euro per ogni processo intentato dinnanzi alla Corte EDU più il sostenimento delle spese processuali.

Ometto volontariamente il nome del Presidente della Repubblica che ha tanto, a mio parere, disonorato la Nazione coprendo i propri fanciulleschi gesti con il velo dell’immunità ma… Sgarbi no! Non passa perchè è vile nella sua vita politica così come lo è stato nella vicenda. In un articolo del 10 settebre 2007 tenta perfino l’erezione di se stesso a buon samaritano con queste frasi: “… non hanno pagato i magistrati colpevoli ma lo Stato, cioè i cittadini, cioè noi. E i diffamatori sono stati spesso promossi” inserite in un discorso volto a maledire chiunque si copra di reati diffamatori. Il resto ve lo risparmio in quanto prosegue difendendo la causa di Lele Mora e Fabrizio Corona. Non omette nemmeno un conteggio approssimativo delle spese processuali sostenute dallo stato per imbandire la gogna mediatica per il povero procacciatore di divinità… all’incirca 7 milioni di Euro.

Voi che poteve, popolo della bloggosfera, fate capire a Vittorio Sgarbi che lui c’è costato molto ma, moltissimo di più… minimo minimo 7.000.000 più 8.000 Euro!

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