… me sa che so incinta!

Lo deduco dalle voglie che mi sono prese durante la giornata. Stamattina mi sono alzata insolitamente tardi: ore otto e quaranta. Impressionante il senso di nausea che m’ha traghettato dal bagno alla cucina per prepararmi il thè con latte.

Poi, immediatamente dopo pranzo la voglia di marmellata di ciliege nere scorreva potente in me come il rock nelle vene di Bruce. Non paga di tutto ciò alle tre e trenta ho dovuto accendere il computer per sincerarmi che quel video che mi piace tanto ancora fosse li.

Il dramma, il video non ce l’ho più. Menomale che qualcuno ha inventato youtube per donne incinta o presunte tali con voglie inenarrabili di cantanti yeah!

Tanto che ci siete guardatevi anche questo che vi fa’ bene…

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Volevo scriverci un mucchio di cose sopra ma, è quasi un’ora che tento e cancello… tento e cancello, ritento e ricancello.

La foto ritrae un ragazzo con serissimi problemi alle gambe costretto a strusciare sopra uno skateboard per muoversi, di fronte a lui due vigili gli stanno chiedendo i documenti e lo invitano a “seguirlo”. In due anni che frequento la piazza nella quale ho scattato la foto non ho mai assistito ad una scena così deprimente.

Quello che mi fa incancarire è che i parcheggiatori abusivi a Porta Portese sono ancora li, i lavavetri sbruffoni e arroganti pure. Se tanto si deve cominciare a ripulire la città perchè non cominciare da chi sta’ più in basso?

La mia giornata…

2007/09/26

… è cominciata ieri sera. Ho impacchettato tutta casa perchè stamattina gli operai dovevano montarmi le nuove serrande. Mamma m’ha dato il Folletto, lopezcamilla un saluto per gli operai e odla un rompimento di palle estenuante che faceva così “non t’affaticare che c’hai il femore dissaldato ancora”.

Sono arrivati alle 8:00, hanno fatto tutto ciò che dovevano e io nel frattempo non mi lasciavo scappare un granello di polvere, zampettavo dalla sala al bagno che sembravo indemoniata tanto che, il più insofferente ad un certo punto m’ha detto: “Che me lo prepara un caffè così magari riesco anche a lavorare?”

Se ne sono andati verso mezzogiorno. Ho pulito ovunque, in fessure che non credevo esistessero, fra fughe delle mattonelle infugabili, sotto i feltrini delle sedie Kartell… ora sono le tre, sono sfinita e ho maturato una saggia decisione.

Il mio pomeriggio prosegue così: fanghi anticellulite (ho voglia di sentirmi femmina), doccia fredda rigenerante (ho voglia di sentirmi fresca), spalmamento di crema a oltranza fino a quando la pelle mi chiede pietà (ho voglia di sentirmi mordiba), infilagggio di quella bella camicia da notte per le grandi occasioni (ho voglia di sentirmi sexi), origliamento del bollore di quel brodo che tanto mi piace (ho voglia di “aggiusta lo stomaco”),  lettura del libro che ho appena cominciato (ho voglia di coccolarmi).

Buon pomeriggio a tutti quelli che ne hanno bisogno.

Ho capito perchè ci si dovrebbe laureare in tempo!! Primo giorno di lezione e non conosco nessuno! Hai presente Chicco nei ragazzi della terza c?

Riccardo, studente di giurisprudenza al primo (e forse ultimo) anno fuori corso.

Io: com’è andata quella cosa che dovevi fare?
Lui: non l’ho fatta, per cause di pecchia maggiore!

Anonimo, che intende rimanere tale e merita la mia stima.

Io: che fai?
Lei: inserisco ordini di un cliente francese!
Io: francese di merda hai perso il mondiale.
Lei: ottimo parallelismo
Io: parallelismo pipedismo
Lei: STUPIDI TRICROMATRICI
Io: è una battuta?
Lei: si, tu sei la sorella melenza io quella bula!

Barbara, trent’anni demente!

 

Stasera niente solita colonna sonora nella nostra solita tratta. Stasera c’è il derby della lanterna, così m’è parso d’aver capito.

La lancetta del contakm si muove abbastanza lungo la E45. Nella parte d’autostrada rimane incollata.

Io sono con il Mac acceso, connessione sempre e ovunque disponibile grazie al cellulare… un suo regalo per la mia convalescenza.

Ora passiamo sotto al cartello Todi-San Damiano. Il buio è fondo e un paese sulla collina mi sembra il presepio… lo guardo ancora, di nuovo, sempre.

La strada mi sembra ogni volta più breve, più familiare… quando passo sulla rampa che collega l’uscita dell’autostrada al raccordo respiro odore di casa.

Ma, quel profumo non è di Roma, è mio e suo insieme. Lo amo e lo odio.

Lo amo di più.

Yoghina

Sabato Massimiliano e Paolo vanno all’addio al celibato organizzato dalla madre.

Costo 48 Euro!

L’addio al nubilato della Yoghina Laura me lo sono evitato… c’ho le stampelle.

Costo …. chissenefrega degli euri, il prezzo morale non l’avrei potuto sostenere.

Organizzamoce.

Pallino passa a prende la Sarita e vengono su alla Chiesa insieme… chissà quanto ci metteranno ad arrivare tra racconti, lastre, purghe, scommesse sulla serieB dal Dano e narrazioni di sano sesso nella stanza del Park Hotel.

Io sono scevra da dubbi, niente tacchi… mi toccano le pianelle!

All’uscita dalla cerimonia io mi faccio alzare per la gamba “bona” dai miei boys e tiro alla novella coppia la pasta scotta del giorno avanti.

“Dai freghi gimo a magnà” tuonerà Stefano in-gessato nero di Pal Zileri che non va assolutamente sporcato perchè lo deve rindossare al rinfreso domenicale.

Poi, una volta al ristorante sarà l’apocalisse che si mostrerà a noi con il suo volto più feroce… Osterie di tutti i numeri, “la mamma te la fatta riccia e Stefano te la scompiccia”, taglio della cravatta, torte in faccia, foto e brindisi.

Ultimo appello… Palli stamme vicino che n’fuss’altro bevemo!

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Non invento niente, il fatto è realmente andato come ve lo descrivo.

La settimana scorsa mia madre chiede a mia sorella se può prestarle la Multipla per poter andare alla Coop a comprare dei dolci per il piccolo Giulio. Questi dolci di cui mio nipote va ghiotto, non potevano essere acquistati alla Conad sotto casa perchè ancora non ne conoscono l’esistenza. La mamma ha “arotato” la Multipla nel piazzale della Coop. Ho girato un piccolo documentario su come sono andate le cose al suo ritorno…

Cordoba c. Italia

2007/09/17

Ammetto di avere i miei limiti, non tollero tante cose ma è innegabile che io abbia espresso in maniera chiara l’alternanza dei fatti che hanno portato alle sentenze precedenti. Tenete duro perchè giovedì ho l’esame ergo non continuerò ancora per molto a fracassare le palle con la giurisprudenza comunitaria.

Corsivo mio… cazzi vostri!

Altra cosa che penso di aver messo in luce è l’importanza dei diritti fondamentali e il grande pregiudizio a cui un paese si espone nel caso in cui venga condannato per una violazione. E’ vero che la Corte di Strasbugo non ha poteri coercitivi e nemmeno di annullamento degli atti interni lesivi della CEDU ma, il prestigio di cui può coprirsi è tale da incutere timore reverenziale. In piena coscienza di ciò ho argomentato due delle sentenze a mia disposizione, più importanti sotto il profilo sostanziale. Il diritto d’aborto e il diritto di manifestazione del pensiero credo siano baluardi della società civile. E l’Italia per cosa poteva essere chiamata in causa se non per una cazzata compiuta da due soggetti che non hanno mai pagato per il detto e il fatto?

Il signor Cordoba all’epoca dei fatti era Procuratore della Repubblica presso la Procura di Palmi e indagava una persona che intratteneva rapporti con il Presidente della Repubblica. Piuttosto che limitarsi al consiglio di un valido avvocato, il già Senatore a vita pensò bene di inviare lettere sarcastiche e giocattoli al magistrato. Venne infruttuosamente esperito il primo grado di giudizio che si arenò sulle sogliè dell’immunità concedibile ex art. 68 Cost.

Vogliamo darci sotto di recidiva??? E andiamo di recidiva!!!

Il signor Cordova pensò bene di farsi insultare anche dall’onorevole Vittorio Sgarbi in uno dei suoi discorsi elettorali. Le parole utilizzate oltre a non essere raggurdevoli vennero definite “molto volgari” dal giudice di primo grado che condannò il parlamentare a due mesi di reclusione. Non pago della giusta pena ricorse fino alla Cassazione che cassò le sentenze di condanna grazie ad un’interpretazione (vi lascio immaginare quanto) estensiva della definizione “proprie funzioni”.

In entrambi i casi veniva inibita la possibilità all’insultato di elevare un grido di costituzionalità alla Corte di Palazzo della Consulta. Vogliamo abbondare??? E abbondiamo!!! Il ricorrente signor Cordoba si prese la briga di trascinare l’Italia fino a Strasburgo per la violazione degli artt. 6 (diritto a un equo processo), 13 (diritto a un ricorso effettivo) e 14 (divieto di discriminazione).

La Corte osservò in primis che a seguito delle deliberazioni parlamentari che favorivano l’insindacabilità parlamentare, il rifiuto degli organi giurisdizionali di sollevare conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato privava effettivamente il ricorrente della possibilità di qualsivoglia riparazione dal presunto pregiudizio. In secundis osservò come non veniva rispettato il canone della proporzionalità tra le affermazioni rilasciate, gli atti compiuti e la carica parlamentare.

Il caso Cordoba c. Italie si conclude con la condanna dello Stato Italiano al pagamento di 8.000 Euro per ogni processo intentato dinnanzi alla Corte EDU più il sostenimento delle spese processuali.

Ometto volontariamente il nome del Presidente della Repubblica che ha tanto, a mio parere, disonorato la Nazione coprendo i propri fanciulleschi gesti con il velo dell’immunità ma… Sgarbi no! Non passa perchè è vile nella sua vita politica così come lo è stato nella vicenda. In un articolo del 10 settebre 2007 tenta perfino l’erezione di se stesso a buon samaritano con queste frasi: “… non hanno pagato i magistrati colpevoli ma lo Stato, cioè i cittadini, cioè noi. E i diffamatori sono stati spesso promossi” inserite in un discorso volto a maledire chiunque si copra di reati diffamatori. Il resto ve lo risparmio in quanto prosegue difendendo la causa di Lele Mora e Fabrizio Corona. Non omette nemmeno un conteggio approssimativo delle spese processuali sostenute dallo stato per imbandire la gogna mediatica per il povero procacciatore di divinità… all’incirca 7 milioni di Euro.

Voi che poteve, popolo della bloggosfera, fate capire a Vittorio Sgarbi che lui c’è costato molto ma, moltissimo di più… minimo minimo 7.000.000 più 8.000 Euro!

Essì, posso capire se il Governo turco aveva sostenuto la tesi del complotto politico per sciogliere il partito comunista.

In Italia noi non solo ce l’abbiamo un partito comunista che vorrebbe rifondare i fasti di non so quale regime ma, i suoi elementi li erigiamo alle cariche più alte. Oggi leggevo un’intervista al Ministro della Solidarietà Sociale che dice: “E’ ora che gli immigrati facciano sentire la loro voce e diano vita a una manifestazione per spiegare fortemente le loro ragioni”

Corsivo mio… cazzate sue.

E’ che i comunisti sarebbero anche nelle mie corde in alcuni casi ma… sono veramente troppo sovversivi e c’hanno veramente nullo l’amor di patria.

Nel 1990, l’anno successivo alla caduta del Muro di Berlino, in Turchia i sig. Sargin e Yagci decidono di fondare un partito e di chiamarlo comunista. Dopo pochi mesi a ridosso delle elezioni legislative, la Corte Costituzionale turca lo discioglie.
Dalle tesi addotte a sostegno del governo turco quale rappresentante legale dello stato convenuto in giudizio presso la Corte europea dei diritti dell’uomo si evince una definizione:
“… scegliendo di chiamarsi comunista si rifarebbe necessariamente ad una dottrina sovversiva e ad un progetto politico totalitario che viola l’unità politica e territoriale della Turchia e minaccia i suoi principi fondamentali di diritto pubblico, quale quello di laicità. Il comunismo presupporrebbe in tutti i casi una presa del potere violenta e avrebbe l’obiettivo di instaurare un ordine politico che sarebbe inaccettabile non soltanto in Turchia ma, anche negli altri Stati membri del Consiglio d’Europa. Il divieto di certi appellativi interverrebbe, d’altronde, anche in altri sistemi giuridici occidentali.”

Corsivo mio… auspicio il loro.

La verità rimane a mio avviso un’altra, scritta poche righe dopo le precedenti:  “Facendo, nei suoi statuti e nel suo programma una distinzione tra i turchi e i curdi, parlando dell’identità nazionale dei curdi, domandando il riconoscimento nella Costituzione dell’esistenza dei curdi, qualificando i curdi come nazione e reclamando per essi il beneficio del diritto all’autodeterminazione.”

Corsivo mio… paura la loro.