di getto… un pò come viene… me!

2007/08/13

Stasera tornavo a casa, di nuovo i soliti pensieri che affiorano. Mi capita, quando faccio quel pezzo di strada che mi porta da una casa all’altra, di entrare nelle macchine, e nelle vite, di chi la percorre come me. Per pochi attimi, pochi metri. Allora vedo quello con il macchinone che ha l’uricolare attaccato al lobo, il nonno nella Panda scassata con il portapacchi che riporta il nipote a casa, la ragazza fashion che c’ha l’occhiale griffato. Poi come al solito penso alla mia vita, cominciano i paragoni tra la mia iper-attiva e la loro che m’immagino. Quando percorro la strada all’altezza di Magliano comprendo che non ho più la mia vita frenetica, che un incidente m’ha cambiato. Ho pensato in un attimo a tutti quei minuti diventati ore passati a scrivere dei post che non ho mai pubblicato, dedicati a volere far diventare questo blog terapeutico. Qualcosa di nuovo in un tragitto vecchio… e allora giù. Il pensiero è diventato volo e così ho cominciato a prendere quota. Il ricordo del mio letto bianco nel quale dai tanti dolori non riesci a pensare, la presa di coscienza che ho sputtanato quattro anni di sbocchi di sangue. Il dramma si consuma all’altezza di Orte, quando realizzo che ho gettato in pasto ai pesci tanti giorni e notti sopra ai libri, per inseguire il mio sogno. Oggi il sogno lo vedo rotto, mi aspetto il colpo di reni da praticare in fondo all’abisso per ritornare in superficie. Insieme ai cocci le paure, quelle di un grande amore che m’ha rovinato e m’attende nel garage. La più grande di tutte si chiama futuro, il mio. Quello che prevedeva la mia prossima laurea, la mia precarietà territoriale all’infinito, la mia caparbietà forzennata. Oggi mi sento finita, senza niente da dare. Sensazione spietata. Sono all’uscita Todi – San Damiano, quella che odio senza motivo. Mi decido a cambiare pensiero, mi logora. Mi volto e nella macchiana vedo il mio mondo tutto stretto intorno a me, i miei affetti cari e indicibilmente generosi. Rifletto ancora un attimo e capisco che tutti quelli c’ho fatto sono pensieri ma, nella realtà io sono diversa. Tutto eccetto poche cose accetto. Per quelle poche cose alzo la criniera e sono un leone, non sento cazzi. Ritornerà la voglia di studiare, quella di lottare con un testo che non si vuol far capire, quella di essere “in gamba”. Il bilancio in fondo è positivo, dice che un anno non è niente che conti veramente. Il passare del tempo lenisce i dolori ma, lascia le cicatrici. Sono ricordi, che lentamente con il passare dei giorni si appannano ma, so che sono li. Ho la certezza che sono miei. Poi arrivo a casa e la mamma m’aspetta sotto al portico, di sopra trovo il mio compagno di sventura. Sono a casa, sono salva dai pensieri e dai terrori, almeno fino alla prossima andata.

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4 Risposte to “di getto… un pò come viene… me!”

  1. JiX said

    Quando mi prende l’ansia al volante (pensieri su pensieri, e nient’altro da fare se non seguire la strada per un paio d’ore, notoriamente una brutta accoppiata), la mia procedura standard d’emergenza è:

    1) Alzare il volume.
    2) Trovare musica che con lo stato d’animo corrente non c’entra un cazzo.
    3) Cantare.
    4) Parlare da solo a raffica. Si, come De Niro in Taxi Driver.
    5) Chiamare qualcuno al telefono e assillarlo.
    6) Ripetere dal punto 1.

    Tutto ciò per tenere occupato il cervello e controsterzare quando comincia a percorrere spirali verso il basso. Ad affrontare lo sconforto a muso duro ci si scava la fossa da soli, in genere. Che faccia un bel versamento giallo/viola tipo ematoma fino a svanire nel nulla.­ Come le croste delle ferite: più gli vai a rompere i coglioni più ti rimangono addosso.

    Consiglio i Prodigy.

  2. capemaster said

    Io provo a dormire e se non riesco prendo la moto.

  3. modestino said

    @ JiX: più che ansia è coscienza, realtà, impatto! c’ho provato con la canzone, mi sono messa un pezzetto carino e adolescenziale che mi fa sentire teppista:
    http://www.youtube.com/watch?v=jMO3iLq_kAU
    Però ero in viaggio con mia sorella che non approvando ha messo tiziano ferro.

    @ capemaster: TRE… DUE… UNO… MA VAFFANCULO!
    Senza offesa se non le tue nel commento che m’hai lasciato!

  4. capemaster said

    piccatissima

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