Dicesi etica…

2007/08/11

Prendo spunto da una discussione svoltasi in un blog che seguo. L’argomento era “clonazione” con tutti gli argomenti che girovagano intorno, con le implicazioni che ne seguono. Mi sono trovata bigotta nelle mie posizioni ma, anche inaspettatamente liberale. Ditemi voi se non lo sono stata.

Con la speranza che il proprietario non mi richieda il prezzo del suo lecitissimo diritto d’autore procedo. Ho tirato fuori la parola “etica” credendo che gli altri la concepissero come lo faccio io. Etica non vuol dire morale, non vuol dire religione ma credo si ricolleghi a quello che i contemporanei di Modestino chiamavano ius naturale. Quest’ultimo è percepito come forma innata di senno che ogni uomo porta dentro di se ovvero, per rimanere in tema, è una specie di codice che tutti gli homo sapiens hanno tatuato nel DNA.

Da conservatrice e intransigente quale sono ho fatto un piccolo pensiero che trascrivo scevro da regole linguistiche e seghe mentali. ” Se ‘sti scienziati vogliono clonare i maiali che facciano pure, io non lo mangio per essere coerente ai miei principi. Ciò non significa che io ‘l maiale non lo voglio magnà clonato perchè la Chiesa mi dice che è sbagliato ma, perchè io credo sia sbagliato! Nella mia percezione del significato di etica ci rientra anche il rispetto per la natura. Se in natura l’unico modo riproduttivo dei mammiferi è quello che prevede un’attività sessuale perchè devo provare con l’impollinazione? Convinta di ciò non voglio nemmeno influenzare chi crede che la clonazione sia ‘na cosa figa e da provare. Nel mio mondo eventi come la clonazione li definisco istituti di libertà, tipo l’aborto o l’eutanasia. E’ giusto che esistano com’è giusto che io decida di non utilizzarli e mai m’azzarderei (e azzarderò) a giudicare chi, al contrario, vuole servirsene.”

Poi torno sempre al blog dal quale ho preso spunto e leggo questo. E qui non mi trovo per nulla d’accordo anzi punto i piedi e penso ad attualizzare gli eventi in un paese in cui non ci sono più regole. Quasi due mesi fa ho avuto un incidente in moto e ho riportato, in conseguenza di esso, alcune fratture. E se avessi avuto un clone chi mi avrebbe impedito di dire: “Dammi il femore tuo che è sano, dammi anche perone e bacino!!!” Me lo avrebbe impedito la legge ma, io credo che già il solo pensiero costituisca una flagranza di reato. Non so se mi spiego.

Etica vuol dire anche volere e cercare la sopravvivenza ma, a che costo? Etica vuol dire avere il rispetto della vita umana, ciò significa porre fine alle proprie sofferenze in maniera autonoma, significa non far nascere un proprio figlio se la si crede cosa opportuna, mangiare maiale clonato solo se lo si vuole mangiare.

Eppoi scusate ma, un uomo si definisce “onomatopeicamente” maiale quando cerca il rapporto sessuale continuo ergo saranno capaci di riprodursi da soli? A che pro clonare i maiali, per il gusto sfrenato dei ricercatori? Per raccontare alle generazioni future un progresso di cui io farei volentieri a meno? E’ stato effettuato un referendum per l’utilizzazione dell’energia nucleare, facciamolo anche per la clonazione, no?

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13 Risposte to “Dicesi etica…”

  1. capemaster said

    il pro del clonaggio dei maiali è presto detto: se un ibrido (ibrido in senso genetico, figlio di due linee pure ergo molto produttivo) di maiale è estremamente performante e la sua genetica viene ritenuta eccelsa, allora ecco che arriva la clonazione a perpetuare il genotipo.

    sei liberale ma utilitarista, per i maiali sì – lo sopporteresti – ma per gli uomini no

    d’accordo sugli istituti, ansi, lo stato non dovrebbe impicciarsi

  2. capemaster said

    e poi chi si vuole clonare, non è detto che sia mengele.
    per quello che dici tu, la clonazione terapeutica, ci sono i maiali…
    gli spari dentro l’organo e poi lo riprendi

  3. raser said

    come diceva gia capemaster, la clonazione del maiale sarebbe uan pratica prettamente “economica”: già ora, in tutti gli allevamenti la riproduzione viene fatta, soprattutto per bovini, suini ed equini, artificialmente. Si va alla banca del seme e si compra il seme del maschio “migliore” (ovviamente se si hanno i soldi, se no si prende il migliore possibile) e lo si utilizza per ingravidare le femmine da ingravidare. La “monta” è scomoda, sia perchè non tutti possono avere un “campione” in stalla, sia perchè esso può essere danneggiato, e con lui il suo preziosissimo apparato riproduttivo, da una femmina poco propensa… insomma, clonare il maiale, o la mucca, è util perchè conviene, non perchè si vuol giocare a fare Dio.

  4. modestino said

    potreste avermi convinto se vivessimo in un mondo di uomili-lego ma, siamo esseri umani.
    per esempio, io fino a due mesi fa avevo 2 xt identiche solo che una era da femmina-rosa e una era da maschio-blu, dopo l’incidente mi è rimasta solo una e dall’altra ne trarrò pezzi di ricambio ma, queste sono moto.
    @ cape: io non sparo dentro organi e poi li riprendo e conosco molte persone che stanno male ma, male davvero e non prenderebbero “la via della salvezza” se quella fosse la clonazione
    @ raser: io ho tagliato il problema alla fonte… non mangio carne, non mi cibo di carcasse se non rarissimamente (una volta al mese o ogni due) e quello che mangio deve essere nato da una sana ……pata e voglio averlo visto correre per l’aia o per lo stalletto. quello che dici potrei trovarlo giusto ma ti dico che per ottenere questi risultati ci sono altre vie. scusami se parlo sempre dei miei casi personali ma ti faccio un esempio. io posseggo un cane boxer tipico esempio di una manipolazione errata, possiede innumerevoli malattie genetiche proprie della sua razza. per evitare la riproduzione a ogni bel calore me la sono tenuta in casa sott’occhio. perchè far riprodurre un esemplare malato? ma dico io, perchè vogliamo togliere agli animali quello che noi uomini, in certi casi, paghiamo per avere? ma soprattutto, che siamo bulgari che dobbiamo mangiare carne tre volte al giorno? la dieta mediterranea non prevedeva carboidrati?

  5. raser said

    sul mangiare solo animali nati da copula, ok, è una tua scelta… io dico solo che sarebbe difficilmente sostenibile a livello globale. a me basta che sia approvata dal servizio veterinario, dopodiche mangio qualunque cosa.

    riguardo alla questione sollevata da capemaster, vedila come un ulteriore “istituto di libertà”: un cardiopatico o un epatopatico che vivono in attesa della morte di un donatore compatibile potrebbero usufruire di organi col loro medesimo genotipo “coltivati” in un maiale. se poi uno è contrario a farsi impiantare qualunque organo, anche umano, beh, scelta sua.

  6. modestino said

    intanto perdonate tutti i miei discorsi terra terra ma, di persone in grado di complicarli al punto di renderli incomprensibili già ce ne sono troppe.

    tanto per capire: maiali come produttori di pezzi di ricambio? maiali come officina “bollino blu”?
    per di più io del servizio veterinario non mi fido per nulla, riesce a dare “l’abitabilità” ad allevamenti (che io ho personalmente visto) che sono empietà! Secondo me quelli sono posti altamente eticamente scorretti.

  7. raser said

    beh, devono essere abitabili per gli animali, mica per te

  8. modestino said

    allora i casi sono due: o tu non sei mai stato in un allevamento per polli (cosa che dalla risposta che mi hai dato io credo altamente probabile) oppure sei il funzionario che deve dare “l’abitabilità” e ti lasci corrompere da fior fiore di mazzette!

  9. raser said

    ci ho abitato davanti per vent’anni, e ho visto anche allevamenti di bovinie suini, essendo perito agrario. non sostengo che mi piacerebbe essere un pollo d’allevamento per stare con altri 3 in una stabbia di 40cm per lato, ma fino a che non ci saranno leggi in senso opposto, questa è la realtà dell’allevamento intensivo. personalmente tendo ad acquistare uova dove so che le galline sono ruspanti, ma la questione della clonazione c’entra poco con i sistemi d’allevamento.

  10. modestino said

    lungi da me paragonare l’allevamento intensivo alla clonazione, stavo solo dando un significato alla parola “etica”.
    vedi che torna quella cosa del codice tatuato in ogni DNA dell’essere umano. tu stesso sostieni di preferire uova di galline ruspanti, il fatto poi che tu sia compiacente di fronte ad un certo tipo di allevamenti invece, rientra nella natura dell’uomo nella quale esiste la sopportazione.

    permettimi una battuta: una persona free come te potrebbe benissimo essere buddista o induista… potrebbe credere nella reincarnazione… potresti essere il pollo di quel trio che si divide la stabbia.

  11. raser said

    eh eh, in quel caso penso che verrei premiato rinascendo come sultano del Brunei.;-)

    dal mio punto di vista tutti gli allevamenti dovrebbero essere resi più “vivibili”, compresi quelli bovini da carne in cui gli animali sono costretti in spazi poco più grandi di loro stessi. Il fatto è che, realisticamente parlando, allevamenti di questo tipo sarebbero fuori mercato. Vedi, bisognerebbe cambiare non tanto la mentalità delle persone, quanto l’intero sistema economico… e la vedo nera.

    Preso atto che al momento il mercato, e quindi il sistema di allevamento è questo, il riprodurre gli animali con la clonazione piuttosto che con la fecondazione artificiale con seme prestabilito mi sembra del tutto indifferente.

  12. modestino said

    Mi rendo conto solo ora che non t’ho nemmeno dato il benvenuto in questo piccolo blog a carattere ironico-familiare-foglio degli appunti.

    Dunque, capita quando vuoi!

  13. raser said

    ci puoi contare, è sempre bello discutere con pacatezza con chi ha idee diverse.

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