Non servirà portare via l’armadio
dare la colpa a chi ti sta vicino
accusarmi di essere
ancora troppo bambino

Non servirà sentire il tuo profumo
e poi svegliarsi tutte le mattine
adesso so cosa vuol dire
volerti senza fine

Allora chi me lo fa fare
a non dormire tutte queste notti
e pensare sono stato io
a dire dai, rifletti

Che non vederci per un po’
non può fare male più di tanto
adesso non si può tornare indietro
e adesso correi a dirti quanto

Ti amo, ti amo
anche se troppo spesso ancora litighiamo
però ti amo, ti amo
e adesso che sto qui da solo è così strano

E odio quanto ti amo
eravamo tanto e adesso cosa siamo?
Te la ricordi la mia faccia strana
quando ho capito che era una sconfitta

Io davo tutto per scontato
e tu rimanevi zitta quante inutili parole
quanti rimorsi trasformati in pianto
Vorrei guardarti un’altra volta ancora
e piano piano dirti quanto

Ti amo, ti amo
ma quale pausa adesso è chiaro che ti amo
e ti amo, ti amo
ma l’ho capito solo quando ti ho perduto

E ti voglio ma non ti chiamo
perché ho sbagliato e non merito perdono
adesso odio quanto ti amo
eravamo tanto e adesso………non lo siamo

Maggioranza assoluta significa la metà più uno dei partecipanti con diritto di voto.

Un pò pochini per eleggere un Presidente della Repubblica.

Mannò, sia l’Italia che la Turchia l’hanno eletto così!

EVVVVVVAI.

In questo tempo di vacanze ci sono delle domande che mi rimbalzano in testa, fondamentalmente sono le stesse che mi tormentano durante l’anno.

Nell’ordine sono:

1) Fear Michael “Flea” Balzary smetterà di sbattersi come un demente quando canta quelle canzoni oscene?

2) sarà vero che il leasing della “barchetta” di D’Alema lo paga la Banca Popolare di Lodi o quello che ne rimane?

3) perchè Tiziano Terzani è il nuovo profeta del terzo millennio?

Le domande sono state selezionate da un questionario personale molto ampio ma, per la gioia dei miei amici-lettori ho compiuto una sostanziale cernita.

Stasera tornavo a casa, di nuovo i soliti pensieri che affiorano. Mi capita, quando faccio quel pezzo di strada che mi porta da una casa all’altra, di entrare nelle macchine, e nelle vite, di chi la percorre come me. Per pochi attimi, pochi metri. Allora vedo quello con il macchinone che ha l’uricolare attaccato al lobo, il nonno nella Panda scassata con il portapacchi che riporta il nipote a casa, la ragazza fashion che c’ha l’occhiale griffato. Poi come al solito penso alla mia vita, cominciano i paragoni tra la mia iper-attiva e la loro che m’immagino. Quando percorro la strada all’altezza di Magliano comprendo che non ho più la mia vita frenetica, che un incidente m’ha cambiato. Ho pensato in un attimo a tutti quei minuti diventati ore passati a scrivere dei post che non ho mai pubblicato, dedicati a volere far diventare questo blog terapeutico. Qualcosa di nuovo in un tragitto vecchio… e allora giù. Il pensiero è diventato volo e così ho cominciato a prendere quota. Il ricordo del mio letto bianco nel quale dai tanti dolori non riesci a pensare, la presa di coscienza che ho sputtanato quattro anni di sbocchi di sangue. Il dramma si consuma all’altezza di Orte, quando realizzo che ho gettato in pasto ai pesci tanti giorni e notti sopra ai libri, per inseguire il mio sogno. Oggi il sogno lo vedo rotto, mi aspetto il colpo di reni da praticare in fondo all’abisso per ritornare in superficie. Insieme ai cocci le paure, quelle di un grande amore che m’ha rovinato e m’attende nel garage. La più grande di tutte si chiama futuro, il mio. Quello che prevedeva la mia prossima laurea, la mia precarietà territoriale all’infinito, la mia caparbietà forzennata. Oggi mi sento finita, senza niente da dare. Sensazione spietata. Sono all’uscita Todi – San Damiano, quella che odio senza motivo. Mi decido a cambiare pensiero, mi logora. Mi volto e nella macchiana vedo il mio mondo tutto stretto intorno a me, i miei affetti cari e indicibilmente generosi. Rifletto ancora un attimo e capisco che tutti quelli c’ho fatto sono pensieri ma, nella realtà io sono diversa. Tutto eccetto poche cose accetto. Per quelle poche cose alzo la criniera e sono un leone, non sento cazzi. Ritornerà la voglia di studiare, quella di lottare con un testo che non si vuol far capire, quella di essere “in gamba”. Il bilancio in fondo è positivo, dice che un anno non è niente che conti veramente. Il passare del tempo lenisce i dolori ma, lascia le cicatrici. Sono ricordi, che lentamente con il passare dei giorni si appannano ma, so che sono li. Ho la certezza che sono miei. Poi arrivo a casa e la mamma m’aspetta sotto al portico, di sopra trovo il mio compagno di sventura. Sono a casa, sono salva dai pensieri e dai terrori, almeno fino alla prossima andata.

Dicesi etica…

2007/08/11

Prendo spunto da una discussione svoltasi in un blog che seguo. L’argomento era “clonazione” con tutti gli argomenti che girovagano intorno, con le implicazioni che ne seguono. Mi sono trovata bigotta nelle mie posizioni ma, anche inaspettatamente liberale. Ditemi voi se non lo sono stata.

Con la speranza che il proprietario non mi richieda il prezzo del suo lecitissimo diritto d’autore procedo. Ho tirato fuori la parola “etica” credendo che gli altri la concepissero come lo faccio io. Etica non vuol dire morale, non vuol dire religione ma credo si ricolleghi a quello che i contemporanei di Modestino chiamavano ius naturale. Quest’ultimo è percepito come forma innata di senno che ogni uomo porta dentro di se ovvero, per rimanere in tema, è una specie di codice che tutti gli homo sapiens hanno tatuato nel DNA.

Da conservatrice e intransigente quale sono ho fatto un piccolo pensiero che trascrivo scevro da regole linguistiche e seghe mentali. ” Se ‘sti scienziati vogliono clonare i maiali che facciano pure, io non lo mangio per essere coerente ai miei principi. Ciò non significa che io ‘l maiale non lo voglio magnà clonato perchè la Chiesa mi dice che è sbagliato ma, perchè io credo sia sbagliato! Nella mia percezione del significato di etica ci rientra anche il rispetto per la natura. Se in natura l’unico modo riproduttivo dei mammiferi è quello che prevede un’attività sessuale perchè devo provare con l’impollinazione? Convinta di ciò non voglio nemmeno influenzare chi crede che la clonazione sia ‘na cosa figa e da provare. Nel mio mondo eventi come la clonazione li definisco istituti di libertà, tipo l’aborto o l’eutanasia. E’ giusto che esistano com’è giusto che io decida di non utilizzarli e mai m’azzarderei (e azzarderò) a giudicare chi, al contrario, vuole servirsene.”

Poi torno sempre al blog dal quale ho preso spunto e leggo questo. E qui non mi trovo per nulla d’accordo anzi punto i piedi e penso ad attualizzare gli eventi in un paese in cui non ci sono più regole. Quasi due mesi fa ho avuto un incidente in moto e ho riportato, in conseguenza di esso, alcune fratture. E se avessi avuto un clone chi mi avrebbe impedito di dire: “Dammi il femore tuo che è sano, dammi anche perone e bacino!!!” Me lo avrebbe impedito la legge ma, io credo che già il solo pensiero costituisca una flagranza di reato. Non so se mi spiego.

Etica vuol dire anche volere e cercare la sopravvivenza ma, a che costo? Etica vuol dire avere il rispetto della vita umana, ciò significa porre fine alle proprie sofferenze in maniera autonoma, significa non far nascere un proprio figlio se la si crede cosa opportuna, mangiare maiale clonato solo se lo si vuole mangiare.

Eppoi scusate ma, un uomo si definisce “onomatopeicamente” maiale quando cerca il rapporto sessuale continuo ergo saranno capaci di riprodursi da soli? A che pro clonare i maiali, per il gusto sfrenato dei ricercatori? Per raccontare alle generazioni future un progresso di cui io farei volentieri a meno? E’ stato effettuato un referendum per l’utilizzazione dell’energia nucleare, facciamolo anche per la clonazione, no?

Stoltezze

2007/08/10

Qualcuno diceva che si poteva resistere a tutto tranne alle tentazioni.

Ditemi se questa non lo è!

pokia.jpg

Io non ho resistito, ho inserito i numeri della carta di credito (di Odla, io sono contraria alle carte di credito) ed entro pochi giorni lo avrò a casa.

Che spettacolo il mercato globale… questo è mercato globale?

Tipica espressione perugina che significa: Spendendo e spandendo, le riserve economiche finiscono anche a chi ne dispone in maniera esagerata!

Lo spunto stamattina l’ho preso da  qui!

Baby, do you understand me now?
Sometimes I feel a little mad
But, don’t you know that no one alive can always be an angel
When things go wrong I seem to be bad

‘Cause I’m just a soul whose intentions are good
Oh Lord, please don’t let me be misunderstood

If I seem edgy
I want you to know
That I never meant to take it out on you
Life has its problems
And I got my share
And that’s one thing I never meant to do
‘Cause I love you

Baby, don’t you know I’m just human
And I’ve got thoughts like any other one
And sometimes I find myself, oh Lord, regretting
Some foolish thing, some foolish thing I’ve done

But I’m just a soul whose intentions are good
Oh Lord, please don’t let me be misunderstood

Oh Lord, don’t let me be misunderstood
Don’t let me be, don’t let me be misunderstood

Baby, don’t you know I’m just human
And I’ve got thoughts like any other one
And sometimes I find myself, oh Lord, regretting
Some foolish thing, some foolish thing I’ve done

‘Cause I’m just a soul whose intentions are good
Oh Lord, please don’t let me be misunderstood

Oh Lord, please don’t let me be misunderstood
Don’t let me be, don’t let me be misunderstood

Baby, sometimes I’m so carefree
With a joy that’s hard to hide
And sometimes it seems that, all I have to do is worry
And then you’re bound to see my other side

‘Cause I’m just a soul whose intentions are good
Oh Lord, please don’t let me be misunderstood

Se è vero che in un mio post precedente incolpavo gli uomini di essere carnivori inquinatori oggi, non posso che “passeggiare” all’indietro. Essì, noi femminucce infatti siamo le maggior consumatrici di verdura e ortaggi e nella grande maggior parte dei casi siamo anche coloro che vanno al mercato (inteso in senso molto lato). Probabilmente lo facciamo per sincerarci che, i vegetali che mangiamo, siano di bell’aspetto, privi di “pieghe” o bozze strane, assolutamente vaccinati contro qualsiasi tipo di verme o baco che potrebbe terrorizzarci. Tutto questo ha un prezzo e il suo nome io personalmente lo odio… inquinamento. Nelle acque italiane e non solo quelle superficiali sono ormai rinvenibili oltre i cento pesticidi, grazie (si fa per dire) alle analisi svolte è stata trovata perfino dell’atrazina. La zona messa peggio sembra essere la padano-veneta ma, si deve tener conto che alcune regioni non hanno effettuato le rilevazione. Ovviamente l’Umbria è fra queste.

Finalmente il cielo perugino si è lasciato andare ad una brevissima pioggia concedendoci, non si sa mai, una tregua dal sole. E d’improvviso, i pensieri che avevo mandato alti lassù sono tornati indietro. Ho preso coscienza che ho degl’attimi fortemente malinconici, che sono felice di aver perso un’ amicizia e che la vita è franca nel mostrarsi difficile… Ho capito che la felicità vera la traggo da altro, da molto altro. Per esempio dal rapporto complesso con Massimiliano, adolescenziale e maturo allo stesso tempo… bellissimo come la foto migliore di noi che mi porto nel cuore. Ancora, dal mare in tempesta che ospita me e Barbara, sorella impaziente con la quale non potrò molto a lungo rimandare una discussione che è già nell’aria.

Oggi però penso ad altro, penso ad un affetto sfumato col tempo e dalla senilità, rivedo nel cielo grigio gli occhi grigi che più mi hanno voluto bene. Forse un giorno troverò il coraggio per parlare di te e capirò il motivo per il quale mi infastidisco nel sentirti nominare. Forse un giorno ma, oggi non è quel giorno. Oggi è ancora presto, gli eventi sembrano essersi concentrati e, troppi dolori confusi tra loro non danno la possibilità di una metabolizzazione veloce.

Intanto io scrivo e il cielo rimane grigio ma, di pioggia non credo ne scenderà più per oggi. E’ stata un’acqua misera, fina e maltirata che, non porterà giovamento alle piante che patiscono il caldo da giorni. Sicuramente non ha portato giovamento a me.