(D)evono (i) (C)onviventi (o)bbligarsi ?

2007/07/29

L’argomento non è nuovo ma, sfruttato e battuto, sentito e lavorato… Coppie di fatto, convivenza, famiglie di serie “B” che dir si voglia prescindendo da valutazioni a favore o contrarie. Prendendo simil formula matematica il dato, con il fenomeno rappresentato dalla lettera X ne accertiamo l’esistenza. Nel nostro ordinamento giuridico X esiste dal lontano 27.10.1918 che prevedeva nel d.l. 1726 la possibilità di “girare” la pensione di guerra al coniuge, promesso sposo e convivente more uxorio.

Da allora legislazione e giurisprudenza non hanno fatto altro che convalidare e asserire la validità del fenomeno tratteggiandolo e caratterizzandolo con elementi fondamentali quali: stabilità del legame e assenza del contratto matrimoniale. Gli esempi per quanto riguarda il legislatore sono:

– D.p.r. n. 136 del 31.01.1958 con il quale si da valenza di legame tanto alla famiglia regolarmente iscritta nel registro dell’anagrafe quanto a quella che si basa sulla condivisione di affetto e reddito;

– L. n. 405/1975 che istituendo i consultori familiari dava la possibilità di usufruirne anche alle coppie di fatto;

– L. n. 184/1983 che prevede l’ipotesi di adozione da parte di chi non ha contratto il voncolo del matrimonio;

Non per ultimo è previsto nell’ordinamento parlamentare l’esperimento di infiniti privilegi, dal diritto di subentro in contratti locativi al diritto all’assistenza sanitaria. Ciò porta ad affermare e sostenere l’equiparazioni dei conviventi dei parlamentari ai coniugi.

Dal punto di vista giurisprudenziale la situazione si spinge ancora più avanti dando tutela a quelle convivenze che non appaiano saltuarie (non si parla nemmeno più di necessitante stabilità) e che facciano presumere un futuro reciproco apporto economico. In quest’ambito le sentenze si sprecano, inutile citarne anche solo una.

Il problema rimane però la coerenza, necessaria quantomeno a livello giurisprudenziale. Quest’estate è stata invece, silente testimone di due – a mio parere – enormi divergenze. La prima sentenza è emessa dalla Corte di Cassazione e riguarda l’obbligo al mantenimento, da parte dell’ ex convivente, nel caso in cui sia maggiormente “disponente” anche nell’eventualità di nuova postuma convivenza della beneficiaria. Le perplessità in me fuoriescono, anche se avevo promesso che avrei trattato l’argomento come dato di fatto. Convivenza presuppone stabilità. Stabilità si traduce in 4 mesi, 5 anni o 70 rapporti sessuali da consumarsi a scadenza? Mancanza di vincolo matrimoniale non presuppone la volontà comune orientata a uno scopo? Nel nostro ordinamento giuridico questo è contratto ugualmente, passibile di riserva mentale, al limite delle ipotesi tacciabile di simulazione. Che benvenga la tutela per quelle donne che sono dovute sottostare alla convivenza perchè non sono riuscite a strappare qualcosa di meglio ma, benvenga anche per quelle che sono riuscite a strappare la convivenza per non dover sottostare ad un matrimonio nel quale non credevano. La seconda sentenza invece, è emessa dalla Corte d’Assise di Milano e prevede la non punibilità di quel convivente che omette di prestare le necessarie cure alla partner, invocando la non applicabilità dell’art. 143 c.c. Giusto e preciso il richiamo della Corte riferendosi a tale norma in quanto si richiama puntualmente ai coniugi ma, che dire dell’art. 570 del c.p. che principia il comma 1 con “Chiunque omette…” In base alla legge penale la violazione è rilevabile.

Dato oggettivo per risultato oggettivo dovrei pensare che queste sentenze danno molto più valore all’aspetto economico piuttosto che a quello affettivo del rapporto?

Piuttosto credo che l’attuale Governo abbia scoperchiato il famoso vaso di Pandora, paventando ipotesi di convivenze iper-regolamentate a prova di bomba senza aver effettivamente compiuto una politica legislativa seria e d’indirizzo.

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6 Risposte to “(D)evono (i) (C)onviventi (o)bbligarsi ?”

  1. capemaster said

    è previsto per lo stesso sesso?

  2. modestino said

    Il blog è mio e rispondo come voglio (lo dico preventivamente perchè già so che mi verrà detto di tutto).

    Ma chi cazzo se ne frega dei gay !!!
    No dico, quelli “normali” saranno si e no il 30% della categoria che, calcolati a livello dell’intera popolazione saranno il 5-6%.
    Ora mi domando, in percentuale sono assimilabili agli abitanti della Valle d’Aosta… hai mai sentito rompere tanto i coglioni ai Valdostani?

  3. Ulpiano said

    Quando metti sti post non ci capisco mai un cazzo,più o meno…………quasi quasi preferisco quando scrivi oscenità del tipo FA! BRI! ZIO! CO! RO! NA! E’ UNO DI VOI!!!……..e comunque ricorda, “hanno provato a fermarlo in tutti i modi…….ci ha provato anche la magistratura………ma non ci sono riusciti!!!…….perchè lui è Fabrizio Corona………e CORONA NON PERDONA!!!!”
    PS: Alessia Fabiani è una di voi.

  4. Zarathos said

    Fabrizio Corona in realtà è il figlio illegittimo di Huitzilopochtli, per questo che è inarrestabile.

  5. modestino said

    @ Ulpiano e Zarathos: secondo me avete sbagliato post!

  6. capemaster said

    ti rispondo così:

    No comment, No TAV

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