E noi paghiamo!

2007/07/26

Donne, donne, oltre alle gambe c’è di più!”

Eccome se c’è, anzi ci sono. Precisamente tutti i costi che dobbiamo sopportare in un pianeta organizzato su misura maschile. Premetto che, sono additabile di tutto fuorchè di femminista disperata e l’idea mi è venuta da un ricordo. Quando preparavo la mia prima tesi il professore mi disse:”Perchè non fai un lavoro sui costi che sopportano le donne?” La mia risposta fu negativa e incassai la tesi che volevo; le donne sono ruffiane, chi più chi meno ma, lo sono tutte.

Gli uomini delinquono, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Dalla sentenza costituzionale del 1968, che abolirà solo nel 1970 il reato d’adulterio femminile, è sceso vertiginosamente il numero dei reati compiuti dal gentil sesso. Non solo, i reati compiuti sono di basso profilo e riconducibi a funzioni tipicamente femminili (prostituzione, infanticidio, aborto). Tutto ciò non alimenta la popolazione femminile carceraria che, rimane un numero tutt’oggi molto esiguo a differenza di quella maschile. I costi derivanti dall’amministrazione della giustizia, dal mantenimento di tanti istituti penitenziari e – se ci si mette pure Mastella – dall’indulto, sono incalcolabili. Non solo, le donne sopportano un “prezzo” per il quale non hanno un servizio corrispettivo, sono le vittime della maggior parte dei delitti violenti, le uniche se consideriamo reati come la violenza sessuale, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione.

Gli uomini incidentano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Sono sempre informatissimi sulle RCA più economiche ma, ignorano che sono sempre più alte perchè fanno la maggior parte degli incidenti loro. Rimane vero, e lo so per esperienza personale, che le donne non fanno STOP, non danno precedenze e quando sono in macchina non sentono cazzi ma, sono evidentemente protette da Santi di categorie superiori.

Gli uomini inquinano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. L’uomo infatti ha molte propensioni. Partiamo da quella alla macchina sempre “ultimo modello” e sempre pulita. Inquinano nel cambiare vettura alla velocità di una pisciata (altro costo (morale) gli uomini abbassano i pantaloni e marchiano il territorio ovunque) cambiano olio, pasticche e gomme come se fossero calze. Le donne hanno l’accortezza, prima di fare tutto ciò, di farla fondere la macchina. L’uomo ha la propensione all’informatica, compera ram, banchi di ram, barriere coralline di ram ma, non solo. Casse audio, scannerizzatori, macchine fotografiche digitali, stampanti, cartucce, toner, schermi piatti e ultrapiatti (a differenza delle pance che hanno, altro costo… l’obesità maschile è di gran lunga superiore a quella femminile), cuffie, microfoni, masterizzatori, campionatori e non mi viene più in mente che futilità servano a snervarsi tanto. Tutti questi aggeggi non si smaterializzano con la bacchetta magica, è bene che l’uomo sappia che tutto ciò inquina. Gli uomini tendono alla carnivorità assoluta. L’uomo mangia molta più carne della donna, l’industria alimentale e precisamente il settore “allevamento” è quello che fa emettere il 30% di gas nocivi, lo smaltimento del sangue è invasivo e danneggia i corsi d’acqua, il trasporto carcasse con automezzi refrigeranti è deleterio.

Gli uomini bellicano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Sono infatti i bruti che decidono di sguerreggiare, di riempire il creato di uranio e di qualsiasi cosa avveleni il mondo, di andare a spararsi e alimentare l’industria bellica che è una delle più fiorenti al mondo. Perfino nella scelta dei bambini soldato vengono preferiti i maschi. La guerra è un’attività tipicamente maschile, violenta e cruenta, irrazionale e studiatissima.

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17 Risposte to “E noi paghiamo!”

  1. capemaster said

    ho appena letto un libro (Le particelle elementari, Michel Houellebecq) che la vede come te.
    Anch’io la vedo in verità come l’hai prospettata tu.

    Nel libro è scritto che una società di sole donne sarebbe meno progressiva in termini di evoluzione (tecnologica e quant’altro) di una mista o prettamente maschile ma che sarebbe “monotona crescente”, non avrebbe mai una flessione (chessò, cancellazione di società con guerre e cazzi vari).

    Vero, l’uomo è guerrafondaio e stupido e non posso fare altro che darti ragione.

  2. capemaster said

    e anche autodistruttivo

  3. ToM said

    Dunque. Prendo spunto sia dal tuo post che dal commento di Cape…

    E’ vero l’uomo spreca, crea, distrugge con incessante laborìo ed attività. Tuttavia, mi trovo d’accordo con Cape nell’asserire che una società di sole donne mancherebbe di un paio di spinte fondamentali al progresso: la creatività e l’aggressività. Una società femminile sarebbe ferma in uno status quo funzionale ma non avrebbe alcuno stimolo al rinnovamento.

    Le donne tendono per loro natura al raggiungimento di questo “status quo”, nel loro piccolo (la famiglia, i figli, l’autosufficenza -a volte, per alcune-) e più in grande applicherebbero lo stesso principio. L’uomo tende per sua natura a cercare anche lui questo stato di grazia, salvo poi distruggerlo per la sua innata aggressività, arroganza, e senso di frustrazione.

    Naturalmente trattasi di generalizzazione (una mia specialità), e come tale va presa con le pinze. Ci sono anche donne creative e ambiziose (poche), e uomini pacifici e affidabili (pochissimi).

  4. JiX said

    Manco a dirlo, mi trovo sulla linea di ToM.

    La spinta evoluzionistica è materia nostra. Ce l’abbiamo nel DNA. E inevitabilmente questa aggressività/spirito pionieristico/intraprendenza comporta delle conseguenze, dei lati deteriori, degli “scarti di lavorazione” che finiamo per far scontare a tutto il creato. Soprattutto a voi. Tra le altre, siamo distruttivi e autodistruttivi, menefreghisti e spreconi.

    So what?

    E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Se fossimo tutti portati alla conservazione come le donne… probabilmente il pianeta sarebbe più in salute, ma saremmo 10 miliardi di persone e appena usciti dal neolitico. A noi tocca fare la frittata, e a noi tocca rompere qualche uovo. E i cocci ahimè, sono i vostri…

    (IMHO IMHO fortissimamente IMHO, e generalizzando da morire, ma è impossibile affrontare un discorso del genere senza fare torto a centinaia di migliaia di preziose eccezioni)

  5. Zarathos said

    Capemaster… alla faccia del monotòno crescente le amazzoni, se mai fossero esistite, si sono anche estinte 😛
    Comunque, in linea di massima, sono pienamente d’accordo con l’idea di base se non per quanto riguarda il fatto che anche le donnine, economicamente parlando, c’hanno il loro bel consumare e che, storicamente, si è perso il conto delle guerre iniziate per colpa di una donna o fomentate dalla regina di turno.
    Questa cosa mi ha fatto ridere tantissimo, e ci sarebbe ben poco da ridere: “Dalla sentenza costituzionale del 1968, che abolirà solo nel 1970 il reato d’adulterio femminile, è sceso vertiginosamente il numero dei reati compiuti dal gentil sesso.”

  6. modestino said

    Riconosco i limiti del genere femminile: se fosse stata scritta una cosa così su di noi avremmo tutte detto qualcosa per smentire la teoria incriminatrice. Leggo però una sorta di criticità in questi commenti, quasi a significare che un mondo costruito a misura di donna sarebbe statico, noioso e insapore. Questo non lo credo, il fatto che le donne sono meno presuntuose degli uomini non significa che non sapremmo fare di meglio.
    Quello che rimprovero al mio genere è questo: un uomo non prenderà mai uno spazzolino da denti per pulire le fughe delle mattonelle… perchè noi abbiamo imparato a bere birra e ruttare a tavola, a mettere una divisa ed andare in guerra, ad andare in moto, a guardare allupate uno spogliarello?

  7. capemaster said

    no no
    io non dico che sarebbe statico, lo dicono loro…
    io dico che crescerebbe lentamente, senza mai fermarsi però

  8. capemaster said

    riguardo alla tua domanda…

    perchè siete delle deficienti.
    Avete confuso parità con peculiarità. Semplice no?

  9. modestino said

    Cape… touchè.

  10. JiX said

    bere birra, ruttare a tavola, guardare uno spogliarello, etc. sono manifestazioni abbastanza superficali della virilità. E soddisfazioni un po’ basse. Che vi sminuiscono.

    Questo è semplicemente giocare a a fare i maschi. Mi riferivo/ci riferivamo ad altro.

  11. Zarathos said

    C’è anche da dire, al rovescio della medaglia, che se le peculiarità piacciono fino al punto di diventare consuetudini significa che probabilmente piacciono (fino a prova contraria mi pare che nessuno obblighi col fucile puntato le signore a fare certe cose). Per cui, se vogliamo proprio buttarci a capofitto del filosofico, potrebbero essere semplicemente una causa naturale delle tanto chiacchierate parificazioni sessuali.

  12. modestino said

    Bravo JiX, hai fatto il riferimento che ho fallito io. Il punto è che voi uomini avete una funzione, (che non è solo ruttare e andare al bar) e noi donne ne abbiamo un’ altra (che non è pulire, stirare e urlare). Il punto forse è ancora un altro… la prevaricazione a tutti i costi, l’uguaglianza formale, le cazzate da dire per aver di che parlare a Porta a Porta… Il punto non è nemmeno questo altrimenti, qualcuno (nemmeno poi tanto intelligente) prima di me l’avrebbe centrato e risolto.

  13. JiX said

    Concordo. L’uguaglianza formale è il risultato più inutile che si sia raggiunto in anni di lotte per la parità dei diritti. Ma non è la risposta. E una gran comodità per tutti e due i sessi, che ci consente di mantenere i nostri ruoli predefiniti forti del fatto che ¨in teoria potremmo fare il cazzo che ci pare¨.

    A che serve possedere un diritto se scegli di non esercitarlo? Personalmente, ho una stima pazzesca delle donne che invadono i nostri territori..

  14. Zarathos said

    Scusate eh, però secondo me stiamo un po’ sorvolando su un punto cruciale del discorso, ovvero: visto che non stiamo parlando di andare a caccia, accudire la prole e fare i mestieri in casa (ma piuttosto di sgommare su una moto, infilare deca nelle mutandine di improvvisati spogliarellisti, e ruttare fino a far tremare i pilastri della terra)… dove sta scritto che tutto ciò che resta si divida in X cose di pura pertinenza maschile e Y cose di pura pertinenza femminile? AKA: non è stata un’evoluzione più o meno aleatoria dei costumi piuttosto che una razionale suddivisione dei ruoli a determinare queste peculiarità?

  15. modestino said

    Zarathos hai ragione, probabilmente le donne hanno deciso, almeno in origine, di non ruttare fino a far tremare i pilastri della terra, per non svegliare la prole tanto faticosamente addormentata. Pensandoci bene credo però che l’evoluzione diversa che hanno avuto i due generi derivi da necessità che, con il tempo sono diventate logoranti abitudini. Ma poi, veramente non saprei che dire, il discorso ha contorni labili è pavimento sdrucciolevole. L’essenza del post non prendeva in esame lo svantaggio sociale delle donne nei confronti degli uomini ma, semplicemente i costi di una società fortemente maschile. Probabilmente è l’altra faccia di una stessa medaglia, ad esempio, quando si parla di quote rosa in Parlamento mi incazzo fortemente ma, non perchè poche sono le donne che siedono nelle Camere quanto piuttosto “Quanto ci costano gli uomini che si prendono la pensione da parlamentare dopo 35 mesi”?

  16. ToM said

    In effetti ho anch’io impressione che ci siamo allontanati dal nocciolo della questione, ovvero “quanto ci costa sta società degli uomini”.

    Costa tanto in termini economici, e non solo, questo è vero. Ma i grandi costi da sostenere sono il prezzo da pagare per una società mutevole e viva, che nell’autodistruggersi trova anche la giustificazione per rigenerarsi in nuove forme. A volte peggiori a volte migliori.

    Le donne sono da sempre lo “stabilizzatore” della società maschile/maschilista. Le donne sono esperte nel CONSERVARE, PROTEGGERE, RISPARMIARE, laddove l’uomo è esperto dell’opposto: distruggere, sprecare, RINNOVARE.

    Il rinnovo e il progresso, anche attraverso gli errori, hanno un costo molto alto. Sia in termini prettamente economici che di risorse in senso lato, che di sacrificio individuale e globale.

  17. Max said

    Riflesione vetusta, arcaica, più che vecchia, direi anche un pò stantia.
    E’ provato scentificamente che una donna nella sua vita per mantenersi o farsi mantenere costa come 2 uomini e mezzo.
    Le collocazione delle femmine nel genere animale, specificatamente mammifero è una sola……

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