Bloggosfera

2007/07/31

Mi sento come Giacomo Leopardi, costretto a spiare il mondo da una finestra. Per mia fortuna però non ho la gobba, non sono cieca e sono piacevole alla vista. La mia affinità con il “guardone” però è da attualizzare all’epoca in cui vivo, per questo posso dire di aver sconfinato un tantino nella bloggosfera. Constato così che, la mia personale intolleranza è verso:

1) Blog “RAGAZZA SMARRITA MA AUDACE” ovvero quello che vede come proprietarie le femminucce che odiano essere chiamate tali, che si ritraggono con il tutù ma ai piedi indossano punkettonissimi anfibi. Dico a voi, creatrici di poesie improbabili che credete che l’arte sia l’imponderabile e l’irrazionale, che sognate di scendere ai vostri tristissimi festini tipo le Hole in Malibù, che vivete e gioite solo per amori infranti in demenze. Vi imploro, fatela finita con la malinconia felliniana, con i post scritti mediante un sacchetto dal quale estrarre parole a caso e soprattutto, basta con quell’aria da simpatiche che sfoggiate in maniera ripugnante.

2) Blog “RAGAZZO POLITICAMENTISSICAMENTE IMPEGNATO“. Questo è il classico esempio di “salgo sul pulpito e col cazzo che scendo”, perchè, la peculiarità o parola chiave di questi blog è “so tutto io”. Questi maschietti sono quelli che si vogliono democratici a tutti i costi e lo dimostrano non censurando nessuno mai. Piccolo inconveniente che dimostra la loro acerba intelligenza è l’accanimento contro lo schieramento politico del quale non faranno mai parte, a costo di dover bruciare nel letto o della Prestigiacomo o della Melandri (tanto per nominare le prime due belle donne che mi sono venute in mente). Anche a voi ho qualcosa da implorare, i vostri blog sono altamente scacciafiga al pari di quelli che trattano unicamente d’informatica. I post nei quali, rarissimamente, cercate di uscire fuori tema sono odiosi. Chiedo pietà, cercate di non aggiornarli tutti i giorni altrimenti la bloggosfera scoppierà causa alto tasso di presunzione.

Un blog dovrebbe essere bello perchè è vario, no?

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L’argomento non è nuovo ma, sfruttato e battuto, sentito e lavorato… Coppie di fatto, convivenza, famiglie di serie “B” che dir si voglia prescindendo da valutazioni a favore o contrarie. Prendendo simil formula matematica il dato, con il fenomeno rappresentato dalla lettera X ne accertiamo l’esistenza. Nel nostro ordinamento giuridico X esiste dal lontano 27.10.1918 che prevedeva nel d.l. 1726 la possibilità di “girare” la pensione di guerra al coniuge, promesso sposo e convivente more uxorio.

Da allora legislazione e giurisprudenza non hanno fatto altro che convalidare e asserire la validità del fenomeno tratteggiandolo e caratterizzandolo con elementi fondamentali quali: stabilità del legame e assenza del contratto matrimoniale. Gli esempi per quanto riguarda il legislatore sono:

– D.p.r. n. 136 del 31.01.1958 con il quale si da valenza di legame tanto alla famiglia regolarmente iscritta nel registro dell’anagrafe quanto a quella che si basa sulla condivisione di affetto e reddito;

– L. n. 405/1975 che istituendo i consultori familiari dava la possibilità di usufruirne anche alle coppie di fatto;

– L. n. 184/1983 che prevede l’ipotesi di adozione da parte di chi non ha contratto il voncolo del matrimonio;

Non per ultimo è previsto nell’ordinamento parlamentare l’esperimento di infiniti privilegi, dal diritto di subentro in contratti locativi al diritto all’assistenza sanitaria. Ciò porta ad affermare e sostenere l’equiparazioni dei conviventi dei parlamentari ai coniugi.

Dal punto di vista giurisprudenziale la situazione si spinge ancora più avanti dando tutela a quelle convivenze che non appaiano saltuarie (non si parla nemmeno più di necessitante stabilità) e che facciano presumere un futuro reciproco apporto economico. In quest’ambito le sentenze si sprecano, inutile citarne anche solo una.

Il problema rimane però la coerenza, necessaria quantomeno a livello giurisprudenziale. Quest’estate è stata invece, silente testimone di due – a mio parere – enormi divergenze. La prima sentenza è emessa dalla Corte di Cassazione e riguarda l’obbligo al mantenimento, da parte dell’ ex convivente, nel caso in cui sia maggiormente “disponente” anche nell’eventualità di nuova postuma convivenza della beneficiaria. Le perplessità in me fuoriescono, anche se avevo promesso che avrei trattato l’argomento come dato di fatto. Convivenza presuppone stabilità. Stabilità si traduce in 4 mesi, 5 anni o 70 rapporti sessuali da consumarsi a scadenza? Mancanza di vincolo matrimoniale non presuppone la volontà comune orientata a uno scopo? Nel nostro ordinamento giuridico questo è contratto ugualmente, passibile di riserva mentale, al limite delle ipotesi tacciabile di simulazione. Che benvenga la tutela per quelle donne che sono dovute sottostare alla convivenza perchè non sono riuscite a strappare qualcosa di meglio ma, benvenga anche per quelle che sono riuscite a strappare la convivenza per non dover sottostare ad un matrimonio nel quale non credevano. La seconda sentenza invece, è emessa dalla Corte d’Assise di Milano e prevede la non punibilità di quel convivente che omette di prestare le necessarie cure alla partner, invocando la non applicabilità dell’art. 143 c.c. Giusto e preciso il richiamo della Corte riferendosi a tale norma in quanto si richiama puntualmente ai coniugi ma, che dire dell’art. 570 del c.p. che principia il comma 1 con “Chiunque omette…” In base alla legge penale la violazione è rilevabile.

Dato oggettivo per risultato oggettivo dovrei pensare che queste sentenze danno molto più valore all’aspetto economico piuttosto che a quello affettivo del rapporto?

Piuttosto credo che l’attuale Governo abbia scoperchiato il famoso vaso di Pandora, paventando ipotesi di convivenze iper-regolamentate a prova di bomba senza aver effettivamente compiuto una politica legislativa seria e d’indirizzo.

Nel momento in cui ho concepito questo pensiero ero in piena euforia, derivante forse dalla febbre, derivante forse dall’eparina, derivante forse dal paracetamolo.

Diamo dunque ai Cesari quello che è dei Cesari… (avrei potuto scrivere beoti o bruti. Riconoscetemi signorilità e accavallate le gambe al mio passaggio in segno di rispetto per il gentil sesso)

FA! BRI! ZIO! CO! RO! NA! E’ UNO DI VOI!!!!!!!!!!!

Che era… che è!

2007/07/27

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Gli uomini calciano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. I maschietti, almeno quelli italiani, coltivano in varia misura la passione per il calcio. Tale giuoco prevede regole strane: 10 persone corrono dietro ad un pallone, chi fa’ fallo viene ammonito, chi fa’ entrata a gamba tesa viene espulso. Ora, se il gioco lo avessimo inventato noi donne avremmo previsto anche un’altra regola: ” Quegli stronzi che spaccano i sedili, lanciano scooter sugli spalti, feriscono i celerini (non che ami la categoria ma, una volta feriti vanno in malattia e costano), uccidono agenti di polizia, incendiano cassonetti, feriscono avversari (non che ami particolarmente gli avversari ma, una volta feriti vanno ad usufruire di un servizio pubblico che per risparmiare mette le trazioni alle ginocchia senza anestesia), violano la legge e intasano il già precario sistema di giustizia, … pagano di tasca propria i danni”

E noi paghiamo!

2007/07/26

Donne, donne, oltre alle gambe c’è di più!”

Eccome se c’è, anzi ci sono. Precisamente tutti i costi che dobbiamo sopportare in un pianeta organizzato su misura maschile. Premetto che, sono additabile di tutto fuorchè di femminista disperata e l’idea mi è venuta da un ricordo. Quando preparavo la mia prima tesi il professore mi disse:”Perchè non fai un lavoro sui costi che sopportano le donne?” La mia risposta fu negativa e incassai la tesi che volevo; le donne sono ruffiane, chi più chi meno ma, lo sono tutte.

Gli uomini delinquono, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Dalla sentenza costituzionale del 1968, che abolirà solo nel 1970 il reato d’adulterio femminile, è sceso vertiginosamente il numero dei reati compiuti dal gentil sesso. Non solo, i reati compiuti sono di basso profilo e riconducibi a funzioni tipicamente femminili (prostituzione, infanticidio, aborto). Tutto ciò non alimenta la popolazione femminile carceraria che, rimane un numero tutt’oggi molto esiguo a differenza di quella maschile. I costi derivanti dall’amministrazione della giustizia, dal mantenimento di tanti istituti penitenziari e – se ci si mette pure Mastella – dall’indulto, sono incalcolabili. Non solo, le donne sopportano un “prezzo” per il quale non hanno un servizio corrispettivo, sono le vittime della maggior parte dei delitti violenti, le uniche se consideriamo reati come la violenza sessuale, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione.

Gli uomini incidentano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Sono sempre informatissimi sulle RCA più economiche ma, ignorano che sono sempre più alte perchè fanno la maggior parte degli incidenti loro. Rimane vero, e lo so per esperienza personale, che le donne non fanno STOP, non danno precedenze e quando sono in macchina non sentono cazzi ma, sono evidentemente protette da Santi di categorie superiori.

Gli uomini inquinano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. L’uomo infatti ha molte propensioni. Partiamo da quella alla macchina sempre “ultimo modello” e sempre pulita. Inquinano nel cambiare vettura alla velocità di una pisciata (altro costo (morale) gli uomini abbassano i pantaloni e marchiano il territorio ovunque) cambiano olio, pasticche e gomme come se fossero calze. Le donne hanno l’accortezza, prima di fare tutto ciò, di farla fondere la macchina. L’uomo ha la propensione all’informatica, compera ram, banchi di ram, barriere coralline di ram ma, non solo. Casse audio, scannerizzatori, macchine fotografiche digitali, stampanti, cartucce, toner, schermi piatti e ultrapiatti (a differenza delle pance che hanno, altro costo… l’obesità maschile è di gran lunga superiore a quella femminile), cuffie, microfoni, masterizzatori, campionatori e non mi viene più in mente che futilità servano a snervarsi tanto. Tutti questi aggeggi non si smaterializzano con la bacchetta magica, è bene che l’uomo sappia che tutto ciò inquina. Gli uomini tendono alla carnivorità assoluta. L’uomo mangia molta più carne della donna, l’industria alimentale e precisamente il settore “allevamento” è quello che fa emettere il 30% di gas nocivi, lo smaltimento del sangue è invasivo e danneggia i corsi d’acqua, il trasporto carcasse con automezzi refrigeranti è deleterio.

Gli uomini bellicano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Sono infatti i bruti che decidono di sguerreggiare, di riempire il creato di uranio e di qualsiasi cosa avveleni il mondo, di andare a spararsi e alimentare l’industria bellica che è una delle più fiorenti al mondo. Perfino nella scelta dei bambini soldato vengono preferiti i maschi. La guerra è un’attività tipicamente maschile, violenta e cruenta, irrazionale e studiatissima.

Ma perchè non riesco a esprimere un concetto semplice?

Ma perchè mi è momentaneamente cresciuta una pelliccia sulla lingua?

Vabbè ci provo con uno schemino.pdf!

Il mio lato umano

2007/07/22

Stremata e sotto effetto (ormai quasi nullo) di antidolorifico Giulio mi chiede un massaggio, come dire di no?

Si mette a pancia all’aria ma, non va in cerca di “grattini”… si gira sottosopra.

Allora lo struffo ben bene, come se fossero tre kili di pasta del pane da intridere e con il volto premuto nel cuscino mi dice: “Zia come mi massaggi bene la collottola!”




miscellanea

2007/07/19

Odio la parola addio, perchè non si può mai sapere. Decisamente la odio anche quando si sa che lo si dice con cognizione di causa. Sembra e fa sembrare la conversazione un vecchio, stupido e ridicolo film. Ho immaginato, però, mille volte di dirla e ora che ne avrei l’occasione me la lascerò scappare; non voglio dargli soddisfazione e la presunzione di un sentimento amicale (tipico termine vetusto) che ha fatto morire in me con comportamenti dementi.

Dalla vita ho imparato ciò che mi serve, ho capito che non è meritocratica e che si paga solo raramente per i propri errori. Evidentemente è un progetto divino, la mia lettura è differente. Gli uomini hanno la costanza all’impunità e lavorano da anni al grande progetto dell’inabilità alla colpa.

Amo. Da grande passionaria amo. Me con mio padre, me e la moto… una qualsiasi purchè sia una delle nostre. I volti segnati, solcati dalla storia. Quelli li amo vivere e sentire. Mi piacciono quando non hanno più sole da prendere, quando l’acqua fresca della mattina non viene assorbita ma lasciata scivolare. I libri, intuitivi e semplici. Comunicativi e poco altro, come “Mai devi domandarmi”. Alla fine dell’ n-sima lettura ti richiedi per l’n-sima volta il perchè della sua n-sima rilettura, almeno io.

Il mio femore è esplicativo. La mia fisioterapista mi sta’ educando ai miei movimenti. Il mio grande osso rotto è come un amante, inteso come colui che ama. Un timido corteggiatore, probabilmente rimasto deluso da una storia andata male, tutto ritirato nella sua anca, si scopre il meno possibile onde evitare la sofferenza concessagli. La grande cavità lo ospita quanto più può, come una mamma apprensiva che, intuisce l’impossibilità della difesa totale. Eppure c’è, è li. E il dolore dell’anca supera quello del femore, forse quel mercoledì sera lui le si è interposto per evitare una rottura maggiore e lei si sobbarca volentieri il male minore.

Mia sorella m’ha fatto un regalo, fra gli altri. Se fosse cibo, per quando potro ricomiciare a mangiare, sarà scaduto. Se fosse un animale sarebbe un canarino, probabilmente m’influenza il colore. Se fosse una Porsche sarebbe un Boxter, cioè il vorrei ma non posso. Se fosse un augurio… speriamo mi serva presto.

Mi piacerebbe che questo caldo torrido avesse unaa spiegazione differente da quella reale, che lo tsunami giapponese avesse provocato solo lo sfollamento di 100 disperati e che gli uomini pensassero un pò di più per qualunquismi. Invece no, i “mi piacerebbe” rimangono utopici punti di vista. Manate in un muro nero che non ha di che sporcarsi, colpi di pazzia in un pianeta di geni, bisogno di freni in un’ambiente accelerato. Incompresioni, frenesie di un momento e poi… apri un blog, ci scrivi ciò che credi ti serva al 50%, ciò che pensi e che non dovresti condividere al 10%, cazzate al 5%. Tutto il resto? Ancora manate, pazzia e niente freni.

Evoluzioni

2007/07/17

Le cose non cambiano… nella migliore delle ipotesi evolvono.

Uno con un curriculum vitae così non poteva mica essere iscritto in un registro degli indagati per l’ipotesi di reato di banda armata o occultamento di cadavere!