l’imponderabile vi sopraffarrà
Pubblicato su tuttoeniente il Giugno 17, 2008 da modestino…you’re a little cake
what?
cacchino!!!!
…you’re a little cake
what?
cacchino!!!!
la madonna dice: (13:56:06)
come ste’?
capemaster dice: (13:56:14)
sto bene
capemaster dice: (13:56:18 )
tu?
la madonna dice: (13:56:40)
c’è alternativa?
capemaster dice: (13:56:54)
hai visto Prime
la madonna dice: (13:56:57)
grande
capemaster dice: (13:56:58 )
ieri sera
la madonna dice: (13:57:02)
grandissimo
Volevo postare un commento su un blog che parlava di attaccare il nordafrica dal suditalia o almeno credo fosse questo il senso.
Sicchè volevo chiedere il perchè invadere il nordafrica se tutti i marocchini, algerini e …ini sono in Italia (ci sarà qualche altro popolo che finisce in -ini no?)
Poi mi sono domandata se gli abitanti della Turchia sono i turchini e mi sono data risposta affermativa in base a questa congettura. Se si chiamassero turchesi sarebbero un prodotto della Colussi: fabbrica ebrea! Accipicchia che casino verrebbe fuori, nevvero?
La vogliono: neolaureata, giovane, disponibile, esibente inglese fluently e da cacciare appena finiti i sei mesi.
La domanda è: ‘l culo chil’mette?
Sarà che ho ben a mente cos’è il voto di protesta e che un voto non è mai una protesta. Sarà che quando mi è stato domandato che cos’è l’errore scusabile non ho risposto la situazione di obiettiva incertezza normativa in cui incorre la parte nel processo. Sarà che all’esame di diritto privato mi venne chiesto cos’era l’inversione dell’onere della prova e come si dimostra. Sarà che l’art. 5 c.p.c. è un aiuto per l’Italia e a me l’ha messa bel bello in culo. Sarà che vedere D’Alema all’opposizione mi da’ un senso di gioia e benessere pari solo alla depressione che mi imprime Schifani presidente del Senato. Sarà che al Pandoro prefesico il Panettone. Sarà che Fini seduto sulla sedia più alta della Camera non mi sembra un traguardo ma più un cappio al collo. Sarà che quando su quella stessa sedia ci misero Bertinotti pensai: “Eppure cazzo non è uno stupido”. Sarà che ho ben a mente cosa sono i contentini e “l’osso pel cane” lanciato lontano dal centro d’interesse del padrone. Sarà che le vie di mezzo le puoi adottare nel mezzo del cammin di nostra vita e non a ventiquattro anni. Sarà che più scrivo e più sento che è il caso di chiamare l’E.I. per avvertirlo di preparare i sacchetti di sabbia. Sarà che i discorsi sono tanto più belli quanto incomprensibili. Sarà che tutti quelli vestiti di bianco non s’incazzano mai, parlano di pace e non hanno mai lavorato, vedi il Papa e Ghandi. Sarà che io sono cattiva ma gli altri, porca miseria, gli altri c’hanno Karma che la metà basta per farmi incancarire. Sarà che lo scorporo I.V.A. non è sicuramente il miglior sistema per tassare i soldi. Sarà che il carcere non è il miglior mezzo per rieducare. Sarà che la Bossi-Fini non è la miglior strategia per integrare.
come fa’ Zampaglione a stare con la Gerini o viceversa che dir si voglia!
e ora cosa faccio? Discetto
E credimi che provo per diletto, non dirmi che non te l’ho detto, che per poco che è ce lo metto, come che cosa: il petto. E scenderò dal tetto alla velocità di un furetto, per mangiare quel prosciutto sebbene sia un etto; la tara lascia il peso netto. E se pensi che il dramma sia in un ghetto prova qui con me che ti aspetto. Non capisci il vecchio detto ma ne soffri il suo effetto, druido maledetto del mondo mai schietto.
…la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altra…
Inversione. Di due frasi. Della logica che vuole prima fare e poi dire mischiata alla viltà che prima lo tace e poi lo ammette. Dodici rose. Le spine le sento sotto il livello del mare ovvero nei talloni che fanno da appoggio all’ambaradam, nell’alluce che è il primo dell’ultimo pezzo di corpo, nella pianta che non è verde e non si espande in verticale. Due libri. Calvino lo odio, il bastardo sa scrivere. L’altra è l’alterego di Moccia in qualche tipo di paese anglosassone. Entrambi hanno il loro senso. La carta è di riso e vaffanculo a chi muore di fame. E vaffanculo a te che non sei stato te pensando che da non te mi saresti andato bene. E vaffanculo a “conversazioni in sicilia” che ti leggevo mentre tu combattevi con il sonno. E vaffanculo a tutti quelli che abbiamo fatto entrare e nemmeno avevano bussato gli stronzi. E vaffanculo alle due settimane al mese, alla macchina diesel che consuma meno, alla lampada di Aretini da 200euro, a tutti i viaggi che non abbiamo fatto, a tutte le azioni che abbiamo emesso. Vaffanculo perché mi sono andati bene e ora non mi ci vanno più. Perché le pagine si girano ma, solo una volta che le righe sono state lette tutte. Perché il m’ama non m’ama è come la roulette e io sono come il m’ama non m’ama.
Che tu abbia visto la mia anima non significa che io l’abbia veramente.
Potrei essermi giocata a dadi il percepito dei tuoi occhi. Non sarebbe stato male cadenzare il respiro sui salti, ora degli angoli ora delle facce varicellate, del piccolo cubo.
Potrei averla sfoggiata incompleta di tacchi a spillo e peridoti per indurti all’impalpabilità propria dei ventun grammi. Ma non me sarebbe valsa la pena. Il tuo tintinnare le pupille lungo qualcosa di mio… E ventun grammi non sono poi e sempre così leggeri.