Devo manifestare in un post appositamente scritto l’odio che provo per le donne che devono mettersi in mostra ad ogni costo. L’idea mi viene suggerita dalla dirimpettaia di tavolo che si è accomodata nella seduta solo alle 10:00 ovvero ben 35 minuti dopo aver fatto la sua comparsa in sala diritto. Come ha impiegato il suo, e purtroppo anche il mio tempo in quell’abbondante mezz’ora? Ovviamente rompendo altamente i coglioni con telefonate di ogni genere. La prima al professore con il quale sta facendo la tesi che più o meno faceva così: “Buongiorno, sisi grazie io sto benissimo lei piuttosto… ma veramente simpatica come coincidenza… ovviamente… perchè no…” La seconda all’amica del cuore: “O Mi???… andovina… ho chiamato er proffe… alla grande… ciaciao” Non paga di tutto ciò deve racimolare nella sala lo sguardo dell’unico ragazzo presente e il libro più alto dello scaffale eccosì si arrampica sulla scaletta senatoriale come fosse una pertica e lei Jane, controlla che il felino maschio abbia abbondantemente fatto considerazioni sul suo di dietro e scende con la leggiadria di una libellula in cinta e con le emorroidi. Finalmente poggia il suo trofeo arduamente conquistato nel banco: Gazzoni, Manuale di diritto privato ovvero la bibbia dei civilisti, il non plus ultra della saggezza, la pietra sacrale del diritto italiano. Non ancora soddisfatta accende lo scacciosissimo portatile che il “circolo delle deficienti” le ha dato in dotazione: un Acer grigio metallizzato simil Uno Fiat primo tipo. Comincia così la pantomima sul perchè non le si accende e io, invece di informarla che quella è l’unica presa della biblioteca che non funziona taccio. In quindici minuti ha smontato e rimontato il pc manco fosse Mag Giver poi, la brillante intuizione… capisce che il problema non concerne la spina ma la presa! Apre un “non saprei precisare che tipo di documento” equipaggiato di più colori della Cappella Sistina e comincia a scrivere alla velocità raggiungibile solo da Super Vicky solo che lei sbaglia così tanto che entro la fine della settimana credo affosserà il tasto “canc”. Ora io mi e vi domando, dopo questa grande fatica sostenuta non è ora della pausa sigaretta? Si infila il cappotto tipo Batman e metà dei miei fogli cadono in terra e molto gentilmente mi sorride chiedendomi “ce la fai anche con la stampella?” e io che la guardo e annuisco strozzando tra i denti una cosa che non posso scrivere sennò “me fanno chiude baracca e burattini”. Ora sono le 12:47, per Farah Diba de noi romani si è fatta ora di andare a pranzo. Non ci posso credere, lo sta facendo in silenzio!