“Donne, donne, oltre alle gambe c’è di più!”
Eccome se c’è, anzi ci sono. Precisamente tutti i costi che dobbiamo sopportare in un pianeta organizzato su misura maschile. Premetto che, sono additabile di tutto fuorchè di femminista disperata e l’idea mi è venuta da un ricordo. Quando preparavo la mia prima tesi il professore mi disse:”Perchè non fai un lavoro sui costi che sopportano le donne?” La mia risposta fu negativa e incassai la tesi che volevo; le donne sono ruffiane, chi più chi meno ma, lo sono tutte.
Gli uomini delinquono, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Dalla sentenza costituzionale del 1968, che abolirà solo nel 1970 il reato d’adulterio femminile, è sceso vertiginosamente il numero dei reati compiuti dal gentil sesso. Non solo, i reati compiuti sono di basso profilo e riconducibi a funzioni tipicamente femminili (prostituzione, infanticidio, aborto). Tutto ciò non alimenta la popolazione femminile carceraria che, rimane un numero tutt’oggi molto esiguo a differenza di quella maschile. I costi derivanti dall’amministrazione della giustizia, dal mantenimento di tanti istituti penitenziari e - se ci si mette pure Mastella - dall’indulto, sono incalcolabili. Non solo, le donne sopportano un “prezzo” per il quale non hanno un servizio corrispettivo, sono le vittime della maggior parte dei delitti violenti, le uniche se consideriamo reati come la violenza sessuale, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione.
Gli uomini incidentano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Sono sempre informatissimi sulle RCA più economiche ma, ignorano che sono sempre più alte perchè fanno la maggior parte degli incidenti loro. Rimane vero, e lo so per esperienza personale, che le donne non fanno STOP, non danno precedenze e quando sono in macchina non sentono cazzi ma, sono evidentemente protette da Santi di categorie superiori.
Gli uomini inquinano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. L’uomo infatti ha molte propensioni. Partiamo da quella alla macchina sempre “ultimo modello” e sempre pulita. Inquinano nel cambiare vettura alla velocità di una pisciata (altro costo (morale) gli uomini abbassano i pantaloni e marchiano il territorio ovunque) cambiano olio, pasticche e gomme come se fossero calze. Le donne hanno l’accortezza, prima di fare tutto ciò, di farla fondere la macchina. L’uomo ha la propensione all’informatica, compera ram, banchi di ram, barriere coralline di ram ma, non solo. Casse audio, scannerizzatori, macchine fotografiche digitali, stampanti, cartucce, toner, schermi piatti e ultrapiatti (a differenza delle pance che hanno, altro costo… l’obesità maschile è di gran lunga superiore a quella femminile), cuffie, microfoni, masterizzatori, campionatori e non mi viene più in mente che futilità servano a snervarsi tanto. Tutti questi aggeggi non si smaterializzano con la bacchetta magica, è bene che l’uomo sappia che tutto ciò inquina. Gli uomini tendono alla carnivorità assoluta. L’uomo mangia molta più carne della donna, l’industria alimentale e precisamente il settore “allevamento” è quello che fa emettere il 30% di gas nocivi, lo smaltimento del sangue è invasivo e danneggia i corsi d’acqua, il trasporto carcasse con automezzi refrigeranti è deleterio.
Gli uomini bellicano, e che facciano pure se non fosse che poi le donne devono pagare. Sono infatti i bruti che decidono di sguerreggiare, di riempire il creato di uranio e di qualsiasi cosa avveleni il mondo, di andare a spararsi e alimentare l’industria bellica che è una delle più fiorenti al mondo. Perfino nella scelta dei bambini soldato vengono preferiti i maschi. La guerra è un’attività tipicamente maschile, violenta e cruenta, irrazionale e studiatissima.