
Cosa pesa di più nei piatti della bilancia immaginaria della “violazione dei diritti umani”? I milioni di deportati, di repressi, di lavoratori resi schiavi o il monossido di carbonio & co.?
In un’ottica storica le violazioni dei diritti umani conosciute dall’uomo fino alla metà del XX secolo vengono considerate le più spregevoli. Con la fine della seconda guerra mondiale e il crollo dell’impero nazista si crede di aver posto fine alle sofferenze dell’uomo. Si interrompono le deportazioni e si smantellano i campi di concentramento. Si dimenticano le schiavitù egiziane, il lavoro minorile della rivoluzione industriale e lo sterminio degli indiani d’America. Si dimentica tutto quello che non ha mai avuto pubblicità e che, i creditori storici non hanno mai rivelato apertamente.
La seconda metà del XX secolo è storia nota: il Vietnam, il Ruanda, l’Iraq più tutto il resto. Ma qual’è il resto e quanto costa?