Archivio per la Categoria canzoni

…elli …elli.

Pubblicato su canzoni il Maggio 20, 2008 da modestino

mi piace, m’è sempre piaciuta più lei però. In ogni caso non sarei stata il suo (di lui) tipo.

(yet) Vasco’s girlfriend

Pubblicato su canzoni il Maggio 19, 2008 da modestino

od uoy eveileb?

Pubblicato su canzoni il Maggio 16, 2008 da modestino

assise processo

la pentita e il sospetto della violenza carnale

aperto e subito rinviato il processo contro Massimino Leopoldo 39 anni un sottufficiale dell’ Arma dei carabinieri accusato di aver violentato Palazzo Carmela 34 anni detta ” Cerasella ” una collaboratrice di giustizia che con le sue rivelazioni ha fatto sgominare un intero clan della camorra

————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: La pentita e il sospetto della violenza carnale LA STORIA - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - PERUGIA . Lei e’ una pentita della camorra che lo accusa di violenza carnale, lui e’ un sottufficiale dell’ Arma in forza all’ alto commissariato antimafia e giura che e’ tutto falso. Avrebbero dovuto trovarsi di fronte ieri davanti ai giudici del tribunale di Perugia ma l’ udienza e’ stata rinviata al 10 ottobre. Allora Leopoldo Massimino, 39 anni, palermitano, vestira’ i panni dell’ imputato mentre Carmela Palazzo, 34 anni, napoletana nota col soprannome di “Cerasella”, indossera’ quelli della testimone e della parte lesa. Il processo e’ cominciato nel marzo scorso. Sono stati ascoltati vari testimoni ma per sentire la pentita in aula dovranno passare ancora mesi. I fatti. Una mattina del settembre ‘ 92 “Cerasella” chiama al telefono il comandante dei carabinieri del gruppo incaricato di proteggerla e, in lacrime, racconta di essere stata violentata la sera prima da Massimino. Scattano le indagini, la Palazzo spiega che quel giorno, intorno alle 16.30, era arrivato in casa sua Leopoldo Massimino per portarle il denaro assegnato ai collaboratori della giustizia. L’ uomo, che lei conosce come addetto alla sua protezione, le chiede qualcosa da bere. Poi, improvvisamente, le si siede vicino cominciando a fare avances, costringendola a sottostare alle sue voglie. “Lo supplicai di non farlo . racconta la pentita agli investigatori . spiegandogli che avevo fatto il voto di non avere piu’ rapporti con gli uomini, ma fu inutile…”. Una storia, se vera, davvero squallida. Ma il punto e’ proprio questo: e’ credibile “Cerasella”? Per i giudici napoletani lo e’ stata. Questa donna, madre di quattro figli che dal giorno in cui decise di dissociarsi non ha piu’ rivisto, con le sue rivelazioni ha fatto sgominare un intero clan camorristico, quello dei Mariano. Comincio’ a parlare nel luglio ‘ 91 dopo che uno dei suoi fratelli, Vincenzo, era stato arrestato con 200 grammi di cocaina e due kalashnikov e un altro, Francesco, era stato assassinato dal marito, dal quale era separata. In base alle sue accuse il gip Laura Triassi emise 62 ordini di custodia cautelare in carcere. Al processo, nell’ ottobre del ‘ 93, gli imputati sono stati tutti condannati a pene superiori ai 15 anni. Tutto vero, dunque? Ad ascoltare la testimonianza della vicina dell’ appartamento in cui viveva a Perugia, sorgono dubbi: “Quella stessa sera . ha detto ai giudici la donna alla quale la Palazzo, che era nota come Serena Palmieri, presento’ intorno alle 16 il sottufficiale . andammo insieme a mangiare una pizza con la mia bambina e mi sembro’ del tutto normale. Era allegra. No, non notai ecchimosi sul suo viso…” I medici legali, Laura Pagliacci Reattelli ed Eugenia Carnevale che hanno svolto le perizie su alcuni indumenti forniti dalla presunta vittima, hanno concluso che gli accertamenti sui reperti biologici sono compatibili con il Dna del sottufficiale. Ma allora chi ha ragione? “Anche se ci fosse stato un rapporto . dice l’ avvocato Massimo Zaganelli che insieme a Mario Fettucciari difende il Massimino . le testimonianze evidenziano che l’ ipotesi della violenza e’ alquanto remota. Non credo che una donna, per quanto forte, possa andare tranquillamente in pizzeria dopo essere stata vittima di uno stupro”. Una storia intricata e piena di punti interrogativi, dunque. Ma bisognera’ aspettare ancora mesi prima che i giudici possano pronunciare una sentenza definitiva.

Miliani Donatella

Pagina 13
(11 giugno 1994) - Corriere della Sera

>Tre solo tre<

Pubblicato su canzoni il Maggio 12, 2008 da modestino

>Le porte alle quali posso bussare se ho bisogno<

>Tutte le altre?<

> … che delusione<

I poteri di Augusto dopo il 27 a.C.

Pubblicato su canzoni il Maggio 1, 2008 da modestino

Mi manca il torcicollo!

Sono la ragazza di Vasco

Pubblicato su canzoni il Aprile 30, 2008 da modestino

Lui che m’ha visto piangere di gioia e ridere, che più di me la vita mai nessuno amò, lui che non crede e chiede di lasciarmi stare. Sono Giorgia e esco dal .doc! Sono quella che siamo anche in uno, sono quella che se non mi vuole non mi merita, sono quella che oggi si è fatta 750 pagine di fotocopie per 21 euro e a cena fuori non può andarci. La mia prognosi di priorità ha fortificato la convinzione che è migliore un buon testo di diritto civile che una pizza con gli amici. Sono quella che non crede più al colpo di reni ma pensa che a forza di scavare verso il basso si può tornare in alto. Sono quella che regala amore a basso prezzo e condizioni vantaggiose godendo nel dissipare un sentimento su di un terreno arido. Sono quella che il brindisi lo fa’ bottiglia alla mano. Sono quella che quando entra in sala lettura della biblioteca le bocche degli astanti sussurrano “poveri noi”.

Se avrai la magia di restituirmi le parole quando crederò di averle finite, se avrai la premura di raccogliermi le braccia quando mi si staccheranno di un colpo solo dalle spalle, se avrai la coscienza di rimettermi la testa a posto quando per l’ennesima volta io l’avrò persa… all(’)ora… 60 minuti Carol.

Scusa non ho capito, puoi ripetere che cosa avevi da fare, di tanto importante da non poter proprio proprio rimandare, non mi dire ti prego che dovevi solo studiare… e ti sembra un buon motivo… si ti ho capito, ti interessa più la scuola e poi del resto chissà come sei brava!!! A me lo dice Vasco che mi vuole bene, dov’è il problema???

mi rendo conto che voler essere uomo e nascere così non è la stessa identica cosa!

Pubblicato su canzoni il Aprile 12, 2008 da modestino

Le domande sono sempre uguali, non sai più che cosa fare, per non restare chiusa qui con me, ma alle prime luci di un mattino, sono complici e sanno già, che te ne andrai, portandoti via tutte le tue favole, perché dipingi i ritratti delle tue incertezze

Con le note proverò, cercando nuovi accordi e nuove scale.

Pubblicato su canzoni il Aprile 7, 2008 da modestino

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

tryina get you to a hotel…

Pubblicato su canzoni il Aprile 3, 2008 da modestino

… oggi ha una canzone!

Lo vuoi sapere cosa significa…

Pubblicato su canzoni, perle il Marzo 21, 2008 da modestino

… Equinozio di primavera?? Un matrimonio tra cavalli froci!!