Sono una persona normale. Anche se la vita,le persone,le situazioni che ho incontrato hanno cercato di ingannarmi facendomi sentire diverso, speciale nel bene e nel male, voglio continuare a vivere la mia vita pensando e vivendo da persona normale.
È un diritto cercare di esistere come uno vuole. Una necessità. Sentirsi normale serve ad affrontare le cose normalmente e in modo speciale allo stesso tempo. Penso sia una base, la normalità, da cui prendere mille armi, da difesa e da attacco, con cui combattere o resistere alle esperienze che, inevitabili, devi e hai il piacere di incontrare durante il tuo durare.
E così sono cresciuto. Così ho sbagliato, così ho fatto bene. Normale amore. Normale finire un amore. Normale ricominciare. Normale vincere. Normale pareggiare, perdere. In un’epoca in cui ti insegnano a primeggiare, per esempio, ho sempre inseguito il mito della sconfitta, cercando dentro lei la possibilità di aver vinto comunque. Da qui il valore del podio e dei suoi gradini apparentemente diversi. Da qui il fascino dell’argento. Da qui il valore del secondo. Arrivare secondo è un atto di coraggio. Significa ammettere il proprio limite. Significa avere uno stimolo eterno a correro dietro al primo. Significa essere più piccolo ma più incombente nei confronti del primo, che avrà sempre il mio fiato sul collo, e nei confronti del terzo, che se è terzo lo è perché ha il mito di arrivare primo.
Secondo è un modo di esistere. Secondo è normale. Pronto a uno scatto rapido e scioccante. Pronto a perdere sempre. Vincendo. Pronto a cadere e rialzarsi. Pronto per l’anno dopo. Pronto finalmente a vincere… Arrivando ancora secondo.
V. Mastandrea