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Archiviazioni mensili: Marzo 2008
Il 27 giugno del 2007, nelle prime ore della mattina feci 100 vasche in un’ora. La tavoletta nelle braccia per far delle mie gambe un unico fuso.
Ieri sera la seduta si era chiusa con lui che mi invitava ad andare anche oggi e io che gli dicevo che preferivo andarmene in piscina. Infatti ci sono andata.
Sono un’esperta nel far funzionare i ferri vecchi. Lo facevo con le moto, lo faccio con quelli che ho dentro la gamba. Li abilito a non avere nulla da invidiare a quelli nuovi.
Entro in vasca, il costume olimpionico nero e la cuffia in silicone mentono e sanno di mentire. Ma oggi, finalmente non sono uno spreco. Oggi mi do l’obiettivo di quaranta vasche a/con tavoletta e poi tutti a fare la doccia che mi aspetta il prof. in facoltà.
Vasca 17 ad andare in la, tento la rana ma sembro un rospo. Nel piccolo spalto c’è una blondi che aspetta il compagno che si dimena nella vasca vicino alla mia. Lei è piccola, patinata e (forse) a detta di molti anche figa il giusto. Lui di figo ha solo la cuffia e la bracciata liscia, per il resto fa tutto il suo 740.
Capisco che c’è qualcosa che va alla trentottesima vasca in quindici minuti. Mi decido di provare a forzare i tempi, il fiato e la misura del rispetto per il mio corpo.
Ottanta in trenta minuti ma, ora so che ho esagerato. So che il servizio è mio e manca solo l’ultima tazzina ma il caffè non ce lo faccio proprio a berlo. Mi attacco alla spalliera unipersonale sotto al trampolino e tiro i muscoli. I muscoli ci sono, i polmoni intaccatissimi dalle sigarette e pigrizia di 10 mesi anche. “Il caffè ora lo prendo volentieri, grazie.”
Ci sono anche io, vasca 100 a tornare in qua. La blondi si alza e non celebra con me le mie centodue vasche fatte a sfregio di un successo passato per il quale non avevo nemmeno sofferto.
Oggi non le 102 vasche a/con tavoletta non sono per un unico fuso ma, il risultato di due palle quadrate che fanno impallidire il cubo di un binomio.
Rientro nello spogliatoio, mi doccio e comincio ad asciugare i capelli, lo specchio davanti a me mi riflette il passato e il presente. E l’idea orami è pensata, non la posso ricacciare nel gomitolo della confusione. C’è un giorno per tutto.
carol dice: (00:22:01)
il bello è che meno dormo meno ho sonno
carol dice: (00:22:25)
in compenso bevo 3 lt di caffè al giorno e fumo un pacchetto di sigarette ogni uno e mezzo
[c=#7E0C0F]Marco non[/c] dice: (00:25:0 ![]()
c’è sempre tempo per rimettersi in forma, e poi quando morirai potrai dormire quanto vuoi
carol dice: (00:25:22)
è quello che mi dico io
carol dice: (00:25:50)
ma secondo te è feroce la possibilità di usufruire della morte come vacanza post vita?
[c=#7E0C0F]Marco non[/c] dice: (00:26:21)
al massimo un pò drastico
carol dice: (00:26:50)
quantifica la drasticità!!
[c=#7E0C0F]Marco non[/c] dice: (00:28:04)
come piazzare una bomba in parlamento perchè non ti piacciono i programmi ellettorali di entrambi gli schieramenti
… ascoltatela, mi ricorda me sul pavimento a guardare il soffitto manco fosse stata la finestra sul mondo!
Al tavolo, ore 13:15, manca un quarto d’ora alla chiusura della biblioteca che riapre solo alle tre.
Ric: ”Andiamo a pranzo da Faliero?”
Io e Adele: ”Non ce la facciamo ad essere qui per le tre!”
Francesco: ”Ma lascia perde’ le tre, il peggio è la boccia di vino che ci bevremmo”
… sui casini immensi nei quali ho costruito il mio mondo. E’ una certezza.

