Irreversibilità
Novembre 19, 2007
(vuoto) + n.s.c.s.
Novembre 17, 2007
l’ho scritto tardi ma pensato prima…
giuro.
Ci sarà stato un momento in cui le cose andavano diversamente?
Novembre 14, 2007
“Ora, in una società nella quale il cd. pluralismo raggiunge forme estreme che tendono a sfuggire alla sintesi propria dell’indirizzo politico generale, in cui il governo, più che il punto di riferimento dei conflitti sociali, ne è un mediatore se non una delle parti, nella quale la legislazione tende a frammentarsi in una serie di norme di settore, in leggi provvedimento, in disposizioni reatroattive, di sanatoria …. “
F. Sorrentino, Profili costituzionali della giurisdizione amministrativa
in Dir. proc. amm., 1990, p. 84
Punctum dolens
Novembre 13, 2007
“La verità è che le profonde divisioni esistenti nel paese e nel parlamento tra le forze politiche non consentono una visione unitaria neppure dei problemi della giustizia…”
Aldo Maria Sandulli, I tribunali amministrativi regionali, Jovene, 1972, p.7
quando si dice la classe…
Novembre 13, 2007
prrrrrrrrrrr………
Giulio*: “VENTILATIO PUTRIDA EST!!!“
*quattro anni da poco compiuti nonchè mio nipote e figlio di lopezcamilla.
Frattura diafisaria trattata chirurgicamente con chiodo endomidollare
Novembre 12, 2007
Libido dominandi
Novembre 9, 2007
Perchè Dio ha inventato le donne rompicoglioni?
Novembre 8, 2007
Devo manifestare in un post appositamente scritto l’odio che provo per le donne che devono mettersi in mostra ad ogni costo. L’idea mi viene suggerita dalla dirimpettaia di tavolo che si è accomodata nella seduta solo alle 10:00 ovvero ben 35 minuti dopo aver fatto la sua comparsa in sala diritto. Come ha impiegato il suo, e purtroppo anche il mio tempo in quell’abbondante mezz’ora? Ovviamente rompendo altamente i coglioni con telefonate di ogni genere. La prima al professore con il quale sta facendo la tesi che più o meno faceva così: “Buongiorno, sisi grazie io sto benissimo lei piuttosto… ma veramente simpatica come coincidenza… ovviamente… perchè no…” La seconda all’amica del cuore: “O Mi???… andovina… ho chiamato er proffe… alla grande… ciaciao” Non paga di tutto ciò deve racimolare nella sala lo sguardo dell’unico ragazzo presente e il libro più alto dello scaffale eccosì si arrampica sulla scaletta senatoriale come fosse una pertica e lei Jane, controlla che il felino maschio abbia abbondantemente fatto considerazioni sul suo di dietro e scende con la leggiadria di una libellula in cinta e con le emorroidi. Finalmente poggia il suo trofeo arduamente conquistato nel banco: Gazzoni, Manuale di diritto privato ovvero la bibbia dei civilisti, il non plus ultra della saggezza, la pietra sacrale del diritto italiano. Non ancora soddisfatta accende lo scacciosissimo portatile che il “circolo delle deficienti” le ha dato in dotazione: un Acer grigio metallizzato simil Uno Fiat primo tipo. Comincia così la pantomima sul perchè non le si accende e io, invece di informarla che quella è l’unica presa della biblioteca che non funziona taccio. In quindici minuti ha smontato e rimontato il pc manco fosse Mag Giver poi, la brillante intuizione… capisce che il problema non concerne la spina ma la presa! Apre un “non saprei precisare che tipo di documento” equipaggiato di più colori della Cappella Sistina e comincia a scrivere alla velocità raggiungibile solo da Super Vicky solo che lei sbaglia così tanto che entro la fine della settimana credo affosserà il tasto “canc”. Ora io mi e vi domando, dopo questa grande fatica sostenuta non è ora della pausa sigaretta? Si infila il cappotto tipo Batman e metà dei miei fogli cadono in terra e molto gentilmente mi sorride chiedendomi “ce la fai anche con la stampella?” e io che la guardo e annuisco strozzando tra i denti una cosa che non posso scrivere sennò “me fanno chiude baracca e burattini”. Ora sono le 12:47, per Farah Diba de noi romani si è fatta ora di andare a pranzo. Non ci posso credere, lo sta facendo in silenzio!
“Onorevoli Colleghi! – I dati agghiaccianti contenuti nella relazione governativa sullo stato della pubblica amministrazione trasmessa al Parlamento in data 4 novembre 1996 confermano pienamente e forse, purtroppo, superano le più pessimistiche valutazioni sull’entità del fenomeno dell’assenteismo nel settore pubblico. Come definire altrimenti il numero davvero incredibile di 55.000.000 di giorni di assenze sul lavoro toccato nel 1994 e del milione e mezzo di giorni lavorativi che, nell’anno successivo, i dipendenti pubblici hanno “saltato” grazie a permessi sindacali? Il conto economico di tutto ciò è presto fatto, perché si può agevolmente calcolare che, con simili tassi di assenteismo, i dipendenti pubblici italiani hanno accumulato la bellezza (si fa per dire) di circa 17 giorni di vacanza, corrispondenti a tre ore settimanali: una “settimana breve” acquisita surrettiziamente a carico dell’erario! Nel momento in cui il Paese è impegnato in un tentativo disperato di raddrizzare i conti pubblici per riuscire a porsi in regola con le severe prescrizioni previste dagli Accordi di Maastricht, tollerare ulteriormente una simile situazione sarebbe del tutto irresponsabile.
Coperture partitiche e sindacali, coniugate ad una “cultura” che è l’esatta antitesi della moderna concezione della pubblica amministrazione, quale modello di efficienza e di produttività, hanno consentito e minacciano di consentire ancora a lungo la prosecuzione di questi comportamenti.
L’insufficienza di adeguati controlli è sicuramente una delle cause scatenanti dell’assenteismo generalizzato, con punte record (2.000.0000 di giorni di assenza) nel settore dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale e in quello dei burocrati ministeriali (4.500.000 di giornate di assenza) ma ciò che deve ulteriormente allarmare è la difficoltà, che la stessa relazione governativa è costretta ad ammettere, nell’ottenere dalla generalità delle pubbliche amministrazioni i dati richiesti sul fenomeno dell’assenteismo.
Un capitolo a parte, non meno rappresentativo del lassismo imperante in questo settore cruciale, è quello relativo all’entità, paragonabile a un vero e proprio esercito, dei dipendenti pubblici che usufruiscono di permessi sindacali: sono esattamente 76.738! Il cumulo dei giorni lavorativi da essi utilizzati per aspettativa o distacco sindacale nel solo 1995 arriva quasi a circa 900.000 giorni lavorativi di cui 237.196 nei Ministeri, 161.000 nelle regioni e 102.000 nella sanità.
E’ veramente difficile immaginare una situazione simile presso le pubbliche amministrazioni dei nostri partner europei, dai quali come tutti ben sappiamo, la pubblica amministrazione italiana – caratterizzata da inefficienza, improduttività, burocratismo ottuso ed esasperato e assenteismo dilagante – è considerata lo specchio di una Repubblica fondata non già, come recita la Costituzione, sul lavoro, ma sul ministeriale “dolcefarniente”.
Questa situazione, che crediamo di non aver dipinto con tinte esagerate, si ripercuote purtroppo sulla generalità dell’utenza in termini di sportelli chiusi, ritardi, code esasperanti e, conseguentemente, costi salati specie sulle attività produttive che, direttamente o indirettamente, sono costrette a rivolgersi, loro malgrado, alla pubblica amministrazione italiana.”
Testo introduttivo alla proposta di legge
presentata l’8 novembre 1996
su iniziativa dei deputati
Borghezio, Alborghetti, Ballaman, Balocchi ecc…
Modestino la pensa come Borghezio, Alborghetti, Ballaman, Balocchi ecc…
Messaggio promosso dal Ministero del recupero sociale
Novembre 7, 2007
Ragazzi e ragazze, datemi retta, sono la vostra coscienza che parla… se avete uno scopo nella vita, se vi siete prefissi degli obiettivi, se credete che il futuro aspetti solo voi NON PROVATE A CLICCARE QUESTA SCRITTA MAIUSCOLA!!!!
ps. daje che te ridaje voi che ’sti compagni non lo creano un ministero con quel nome???
